Si sono concluse nelle scorse ore le riprese molisane di “Salute!”, il nuovo film di Riccardo Milani che arriverà nelle sale a Natale.
Nel cast a sorpresa è comparso anche Domenico Iannacone, il giornalista “padrone di casa” nella sua regione protagonista di un cameo in una delle ultime scene girate all’ospedale di Venafro.
Protagonista della pellicola è la già collaudata coppia Antonio Albanese-Virginia Raffaele affiancati da Francesco Paolantoni, Biagio Izzo, Emilio Solfrizzi e Leo Gullotta. Con loro, in ruoli minori o come comparse impegnati anche decine di molisani. Le riprese in regione sono andate avanti per due mesi, il primo ciak risale infatti ai primi giorni di maggio. Il film è stato girato in molti Comuni, da Venafro a Campobasso, da Agnone a Termoli e fino a diversi altri paesi più piccoli.
Un chirurgo che opera nelle cliniche private rimane vittima di un incidente stradale in Molise, costretto quindi a ricoverarsi in regione. Dove scopre una sanità fatta di umanità, dedizione, competenza, sacrificio. Tante le scene girate nelle strutture sanitarie del Molise, dal Santissimo Rosario al Responsible e al Cardarelli. Ma anche in centro a Campobasso, a Termoli, ad Agnone, a Scapoli nel cuore delle Mainarde.
Una storia bella, di quelle a cui Milani ci ha abituato, che riscatta l’Italia minore. Quella che nell’intervista rilasciata a Repubblica qualche giorno fa, proprio dal set molisano, ha definito «l’Italia profonda» che «esiste ancora, è fatta di umanità ed è lì che io guardo».
Scuola, carcere, lavoro pubblico, amministrazioni locali: i film di Milani raccontano tutto questo, anche emergenze prima che anche per l’opinione pubblica si rivelino tali. Ora, la sanità. «Per me raccontare la sanità è come raccontare gli operai del “Posto dell’anima”, la discriminazione femminile di “Scusate se esisto!”, gli insegnanti o gli altri mondi attraversati nei miei film. È sempre la stessa molla. Sono i luoghi nei quali una società si misura. Spesso non abbiamo più la percezione di quell’Italia profonda che continua a essere fatta di umanità vera. E invece esiste ancora. È fatta di persone che ogni giorno tengono insieme pezzi importanti della vita collettiva. È lì che mi interessa andare a guardare», ancora le dichiarazioni del regista a Repubblica.
In Molise, come in Abruzzo, insieme Virginia Raffaele e Antonio Albanese. «Questo è un film nel quale mi stanno dicendo quotidianamente: “Riccardo, ti rendi conto di cosa ci stai facendo fare?”. Ogni giorno ce n’è una nuova. Continuiamo a spingerli dentro situazioni sempre più impegnative, sempre più estreme, al punto che la frase che mi sento ripetere più spesso è sempre la stessa: “Ma che cosa ci stai facendo fare?”».
Non resta che aspettare Natale per vedere “cosa gli ha fatto fare”…
In passato, Milani ha firmato successi del calibro di “Come un gatto in tangenziale”, “Un mondo a parte’, girato in Abruzzo, e l’ultimo, “La vita va così”, tutto ambientato in Sardegna. Nei mesi scorsi, dopo una serie di sopralluoghi, ha scelto il Molise per il suo nuovo lavoro. La regione dunque torna sul grande schermo 13 anni dopo “Sole a Catinelle” di Checco Zalone.
«Accogliere in Molise una produzione cinematografica di questo livello – ha sottolineato qualche giorno fa il consigliere regionale delegato al Turismo e alla Cultura Fabio Cofelice – significa offrire alla nostra regione una vetrina di eccezionale valore. Il cinema ha la capacità unica di raccontare luoghi, emozioni e identità, raggiungendo milioni di persone e trasformandosi in un potente strumento di sviluppo culturale, turistico ed economico».
Un’attitudine naturale, quella del Molise, a diventare set di film corali che raccontano “un mondo”. Che sarà meglio valorizzata, ha concluso Cofelice, con l’istituzione della Film Commission che da qualche settimana è diventata pienamente operativa.
ppm

 

 

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