Sembrava una mattinata come tante altre nel cantiere del Lotto Zero, quella di ieri. Le ruspe scandivano il ritmo dei lavori, gli escavatori erano impegnati nella movimentazione del terreno e gli operai portavano avanti le consuete attività operative. Poi, all’improvviso, tutto si è fermato.
Sul posto sono arrivati gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), affiancati da Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Insieme a loro anche personale dell’Asrem, dell’Ispettorato del Lavoro e funzionari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un’operazione interforze, coordinata dal prefetto di Isernia, Giuseppe Montella, che ha immediatamente attirato l’attenzione per la sua portata.
La presenza della DIA, in particolare, ha dato all’intervento un peso specifico rilevante.
In mattinata, infatti, non si escludeva che tutto possa essere collegato ai numerosi esposti presentati negli anni da comitati e associazioni contrari alla realizzazione dell’infrastruttura. Un’opera che, sin dalla fase progettuale, ha suscitato dibattito e prese di posizione anche critiche sul territorio.
Ed era circolata preoccupazione per l’eventuale sospensione del cantiere – o, nel caso più estremo, per uno stop definitivo all’opera. Il rischio concreto sarebbe stato quello di lasciare un’ampia area profondamente modificata dagli interventi già realizzati, senza che il territorio possa beneficiare dell’infrastruttura pensata per migliorare i collegamenti. Un’eventualità che, in una provincia già segnata da criticità infrastrutturali e problemi di isolamento, riaprirebbe con forza il tema dello sviluppo e della pianificazione.
Nel pomeriggio una nota istituzionale della Prefettura ha inquadrato l’attività nell’ordinaria competenza di prevenzione antimafia e fornito numeri e risultati dell’accesso.
L’attività, sul cantiere che si estende su area tra Isernia, Pesche e Miranda, è stata disposta dal prefetto di Isernia, Giuseppe Montella, e coordinata dalla Direzione Investigativa Antimafia – Sezione Operativa di Bari per la prevenzione d’infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici.
Sono state riscontrate 25 violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Novantadue operatori delle forze di polizia, del Gruppo Interforze Antimafia, dell’Ispettorato del Lavoro e del Provveditorato alle Opere Pubbliche sono entrati nel cantiere. Tra le 182 persone identificate ci sono tre cittadini stranieri accompagnati in Questura per ulteriori verifiche relative al permesso di soggiorno. Sono state, inoltre, censite 21 aziende operanti nell’area di cantiere. «L’esame della situazione sarà al centro di ulteriori approfondimenti – si legge nella nota diffusa dalla Prefettura di Isernia -, nel contesto comunque di una ordinaria attività di prevenzione antimafia, basata sul monitoraggio delle attività più vulnerabili legate al ciclo di realizzazione delle opere pubbliche. L’iniziativa – concludono da Palazzo del Governo – conferma il ruolo centrale e il costante impegno della Prefettura di Isernia nell’azione di prevenzione antimafia, vigilanza e monitoraggio, finalizzata a prevenire possibili infiltrazioni da parte della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici».

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