«La storica approvazione della legge regionale sul fine vita da parte del Consiglio regionale del Veneto segna un punto di non ritorno nel panorama dei diritti civili in Italia».
Commentano così dalla Cellula Coscioni del Molise il varo della norma di iniziativa popolare in Veneto. Che è diventato la quarta Regione italiana – e la prima a guida centrodestra – a disciplinare i tempi e le modalità di accesso al suicidio medicalmente assistito, seguendo il percorso già tracciato da Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.
Di fronte a questo chiaro segnale istituzionale, proseguono dalla Cellula Coscioni, l’appello è ora rivolto alla Regione Molise, «affinché esca dall’immobilismo e calendarizzi immediatamente la proposta di legge regionale sul suicidio assistito depositata ormai nel 2025».
L’approvazione del progetto di legge “Liberi Subito” in Veneto dimostra nei fatti come il tema della dignità e del rispetto del fine vita sia trasversale, supera le rigide logiche di schieramento o di partito per mettere al centro i diritti inalienabili della persona, già sanciti dalla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale sul caso Cappato-DJ Fabo.
La proposta di legge presentata in Molise nel 2025 ha l’obiettivo prioritario di definire tempi certi e procedure chiare all’interno del servizio sanitario regionale. Il vuoto legislativo attuale e la mancanza di una calendarizzazione si traducono, ogni giorno, in un’ingiustificabile tortura istituzionale per le persone malate, affette da patologie irreversibili e sottoposte a sofferenze intollerabili, costrette ad attendere mesi o ad affrontare lunghe battaglie legali per vedere riconosciuto un proprio diritto.
«La svolta del Veneto dimostra che normare a livello regionale non solo è possibile, ma è un dovere istituzionale a cui la politica non può più sottrarsi in assenza di una legge nazionale», dichiarano ancora i volontari della Cellula Coscioni Molise. «Chiediamo formalmente al presidente del Consiglio regionale e a tutti i capigruppo della Regione Molise di calendarizzare senza ulteriori indugi la discussione della proposta di legge ferma dal 2025. Il Molise non resti indietro per l’ennesima volta e dimostri la stessa maturità civile e istituzionale espressa dalle altre regioni. I cittadini molisani che soffrono non possono più aspettare i tempi della burocrazia».



























