«Agnone il pediatra lo avrà». Roberto Di Pardo replica frontalmente al sindaco Daniele Saia sulla vicenda della pediatria di libera scelta e contesta la ricostruzione fornita dall’amministrazione comunale dopo l’esclusione della città dall’elenco delle zone carenti per il 2026.
Il consigliere regionale delegato alla Sanità assicura che la decisione non comporterà la perdita dell’assistenza pediatrica nell’Alto Molise. Anzi, secondo Di Pardo, la soluzione individuata dovrebbe consentire di superare una situazione che si trascina dal 2023, quando il pensionamento del dottor Luigialberto Cutrone lasciò Agnone senza pediatra titolare.
La replica arriva dopo la durissima presa di posizione di Saia e del consigliere comunale delegato alla Sanità Giovanni Di Nucci, che avevano definito «inaccettabile» la mancata individuazione di Agnone come zona carente, paventando l’ennesimo impoverimento dei servizi nelle aree interne e annunciando anche la possibilità di ricorrere al Tar.
Di Pardo parte però da un precedente: «Agnone era zona carente e il pediatra designato non si è presentato». A inizio 2026, sostiene, la città era stata dichiarata carente ed era stato individuato un professionista, che tuttavia non si sarebbe presentato alla firma del contratto.
Poi l’affondo: «Le zone carenti si decidono con le norme, non con i like». L’individuazione, sottolinea il consigliere, avviene sulla base del numero dei potenziali assistiti e dei criteri previsti dalla normativa nazionale e dall’Accordo collettivo nazionale per la Pediatria.
Ma la novità sostanziale riguarda ciò che accadrà ad Agnone. Isernia e Venafro sono state individuate come zone carenti per l’elevato numero di potenziali assistiti scoperti, ma i pediatri che assumeranno gli incarichi dovranno garantire anche l’apertura di un ambulatorio ad Agnone, per un numero di ore rapportato alla popolazione pediatrica.
Di Pardo assicura che l’obbligo sarà inserito nella delibera, nell’avviso e nel contratto sottoscritto dai professionisti. Una soluzione che, secondo il delegato alla Sanità, renderebbe inoltre gli incarichi più attrattivi: i medici potranno acquisire un maggior numero di assistiti a Isernia o Venafro e aggiungere quelli di Agnone, avvicinandosi al massimale e aumentando così la convenienza e la stabilità dell’incarico.
La replica, però, travalica il piano tecnico e diventa scontro politico. Di Pardo accusa Saia di essere in «perenne campagna elettorale», di utilizzare la vicenda per il proprio ritorno d’immagine e lo definisce un «Sindaco-influencer».
«Smetta di strumentalizzare la salute dei bambini», è l’attacco del consigliere regionale, che invita invece alla responsabilità e alla collaborazione istituzionale. E chiude senza lasciare spazio a interpretazioni: «Agnone il pediatra lo avrà. Nonostante la sua propaganda».
Al di là del durissimo botta e risposta, saranno adesso gli atti annunciati da Di Pardo a chiarire definitivamente modalità, tempi e numero di ore con cui la presenza del pediatra sarà garantita ad Agnone.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*