La società Immobiliare Cipolla Srl, della dottoressa Emilia Cipolla, da ieri è proprietaria della sede della Regione Molise a Bruxelles. Anzi, della ex sede della Regione a Bruxelles.
L’asta pubblica bandita a giugno scorso è dunque andato a segno. Una sola l’offerta presentata entro il termine del 31 agosto. Ieri mattina è stata aperta la busta con l’offerta: un leggerissimo rialzo rispetto alla base d’asta, il palazzo è stato venduto per 1 milione e 350mila euro.
Già in passato Palazzo Vitale aveva cercato di alienare l’immobile – simbolo di tempi sicuramente di fasto rispetto a oggi per le istituzioni locali ma che ultimamente alla Regione ha provocato più di qualche grattacapo e soprattutto esborso di denaro pubblico per una costosa manutenzione – ma senza successo.
La giunta Roberti, in particolare l’assessore al Patrimonio Gianluca Cefaratti, ha voluto perseguire di nuovo l’obiettivo e lo ha raggiunto.
Titolare di una farmacia al centro di Campobasso, Emilia Cipolla è originaria di Venafro (dove pure il fratello ha una farmacia) ma è molto nota e stimata in tutto il Molise. L’avvocato Roberto Di Iorio ha curato la presentazione dell’offerta come procuratore speciale. «La dottoressa Cipolla ha voluto acquistare il palazzo come investimento immobiliare. Sul futuro non ha ancora deciso, valuterà», spiega a Primo Piano.
La ex ambasciata del Molise a Bruxelles, una struttura molto prestigiosa, è situata in una zona centrale della capitale belga, a pochissima distanza dalle principali istituzioni europee. Cinque piani per una superficie complessiva di 750 metri quadrati. Fu acquistata nel 2005 dal governo del presidente Michele Iorio per circa 1,6 milioni di euro. L’obiettivo dichiarato all’epoca era quello di dotare il Molise di una sede-delegazione adeguata alle esigenze istituzionali e di rappresentanza, capace di garantire una presenza diretta della Regione nel cuore politico e amministrativo dell’Unione europea.
Gradualmente negli anni ha perso centralità e per le amministrazioni territoriali è cominciato il tempo dell’austerity e della spending review. E in Rue de Toulouse 47 comincia una storia diversa.
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