Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Roberto Gravina, interviene duramente sulla campagna politica incentrata sulla gestione della pandemia e sull’acquisto delle mascherine all’epoca del commissario Domenico Arcuri.
Difende il leader Giuseppe Conte, allora premier, da quelle che definisce ricostruzioni denigratorie. Da Fratelli d’Italia, sostiene in particolare, «processi politici travestiti da memoria», nonostante la giustizia si sia già pronunciata escludendo qualsiasi rilevanza penale per Conte e lo stesso Arcuri.
Rievocando quei drammatici mesi, Gravina sottolinea il clima di profonda paura, le scelte sofferte e inedite – come la limitazione della circolazione – e la drammatica fragilità di un sistema sanitario totalmente impreparato. Nel caos generale, ricorda il consigliere, la priorità assoluta era proteggere i cittadini, spinti da un fortissimo senso di responsabilità che portò anche i rappresentanti istituzionali a fronteggiare pressioni e tentativi di speculazione da parte di individui in cerca di affari.
«Scelte difficili prese per tutelare i cittadini – conclude – La pandemia non può diventare terreno di regolamento di conti politici».

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