Stesso argomento, due conferenze stampa a pochi minuti di distanza, due iniziative politiche distinte e un’opposizione che, anziché presentarsi compatta, sceglie ancora una volta di procedere in ordine sparso. La proroga per altri due anni dell’incarico di direttore generale dell’Asrem a Giovanni Di Santo, deliberata dalla Giunta regionale con oltre cinquanta giorni di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato, finisce così per fotografare anche le profonde divisioni che attraversano il centrosinistra in Consiglio regionale.
Da una parte il consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, affiancato in conferenza stampa dalla consigliera del Partito Democratico Alessandra Salvatore. Dall’altra il suo collega di partito Andrea Greco, insieme a Massimo Romano e ad Angelo Primiani, che ha scelto una linea autonoma rispetto all’ex sindaco di Campobasso. Due iniziative parallele, accomunate dalle critiche alla scelta della Giunta Roberti ma differenti negli strumenti politici e nei contenuti.
Gravina ha presentato un’interpellanza urgente con la quale contesta il metodo seguito dall’esecutivo regionale, sostenendo che il rinnovo dell’incarico sarebbe stato disposto prima ancora della conclusione della valutazione dei risultati conseguiti dal manager sanitario. Nel mirino finiscono il bilancio 2025 dell’Asrem, che registra una perdita di circa 43 milioni di euro, l’assenza nella delibera di elementi relativi agli obiettivi assegnati, agli indicatori di performance e ai punteggi che avrebbero giustificato la conferma del direttore generale. Il consigliere pentastellato chiede inoltre di conoscere gli esiti delle verifiche del Tavolo tecnico e del Comitato Lea e di acquisire tutta la documentazione istruttoria che ha preceduto il rinnovo dell’incarico. A sostegno dell’iniziativa è intervenuta anche Alessandra Salvatore, secondo la quale i risultati richiamati dalla Regione non troverebbero riscontro nella qualità dei servizi percepiti quotidianamente dai cittadini.
Di segno diverso l’iniziativa illustrata da Andrea Greco, che insieme ad Angelo Primiani e Massimo Romano ha annunciato il deposito di una mozione per chiedere la sospensione in autotutela della delibera di rinnovo. Il documento punta a bloccare gli effetti della proroga fino alla verifica del raggiungimento degli obiettivi assegnati al direttore generale. Greco richiama, tra gli altri aspetti, il peggioramento del disavanzo dell’azienda sanitaria, il mancato completo utilizzo dei fondi destinati all’abbattimento delle liste d’attesa, l’assenza di riferimenti alla mobilità passiva e ai controlli sulle strutture private accreditate, oltre alla richiesta di accesso agli atti e alla convocazione della IV Commissione consiliare per ascoltare il presidente della Regione e i vertici dell’Asrem.
Entrambe le iniziative convergono dunque nella richiesta di maggiore trasparenza sulla proroga concessa a Giovanni Di Santo, ma divergono sia sul piano politico sia su quello operativo. Da un lato un’interpellanza urgente accompagnata dal sostegno del Partito Democratico, dall’altro una mozione sottoscritta da Andrea Greco, Angelo Primiani e Massimo Romano.
Un quadro che evidenzia, ancora una volta, le difficoltà del centrosinistra nel presentarsi con una posizione unitaria su uno dei temi più delicati della legislatura. Se la maggioranza continua a difendere la scelta della proroga del direttore generale dell’Asrem, l’opposizione si ritrova a contestarla con iniziative separate, confermando una frattura politica che appare sempre più evidente anche all’interno del Movimento 5 Stelle. ppm




























