La giunta regionale ha deliberato, nella seduta di ieri, la proroga del contratto del dg Asrem Giovanni Di Santo. Come previsto dalla normativa di settore, il suo incarico originariamente conferito per tre anni può essere prolungato fino a cinque. E così il governo di Palazzo Vitale ha deciso.
Nel provvedimento, l’esecutivo guidato da Francesco Roberti, ha tuttavia precisato che il rapporto con il manager campano avrà comunque effetto fino all’espletamento della procedura di selezione che sarà indetta con il futuro avviso pubblico per la nomina del direttore dell’Azienda sanitaria regionale del Molise.
Il mandato di Di Santo sarebbe scaduto a metà settembre e nelle ultime settimane il dossier “vertice Asrem” è approdato anche in Consiglio regionale. Dopo l’incidente di percorso sulla sostituzione del direttore sanitario (Giorgetta che era facente funzioni è andato in pensione a inizio giugno) con la nomina del primario del San Timoteo Nicola Rocchia (di cui poi è stata verificata e accertata l’inconferibilità perché candidato alle regionali 2023) e poi la scelta di Carmine Lauriello (dirigente dell’Asl di Caserta utilmente collocato nell’elenco degli idonei della Regione Campania), le opposizioni hanno presentato numerosi atti di sindacato ispettivo che hanno alzato il livello dello scontro proprio su Di Santo. Evidente che l’escalation era legata all’opportunità politica e polemica di un incarico in scadenza.
Il governatore, che con il medico di San Lorenzello da lui scelto appena diventato presidente della Regione ha instaurato e mantenuto un rapporto di solida fiducia, ha deciso quindi di proseguire sulla strada fin qui tracciata.
Presto però sarà emanato il nuovo avviso. Una posizione lineare rispetto alle scadenze e agli obblighi di legge che probabilmente mira anche a disinnescare eventuali polemiche (dalle opposizioni è certo che arriveranno) e a evitare attriti e conflitti con la struttura commissariale. È ancora in corso la valutazione dei primi 24 mesi del dg di via Petrella, infatti, anche se a Roberti non si può attribuire alcun ruolo sui tempi della verifica tecnica e sull’esito (non è di sua competenza). Per quanto, poi, i quasi venti anni di commissariamento hanno dimostrato che la scelta dei vertici Asrem è prerogativa della giunta regionale non si può prescindere dal fatto che per tutto il resto la programmazione e la gestione della sanità è affidata ai commissari.
Dunque, conferma di Di Santo per evitare soluzioni di continuità alla guida dell’unica azienda sanitaria della regione e avvio della nuova selezione: seguire le regole evita fastidi più consistenti di una querelle politica.
Nel merito, anche nelle ultime settimane Roberti ha confermato più volte pubblicamente fiducia nella governance dell’Asrem. Così il 10 luglio scorso, quando il monitoraggio del Ministero sui livelli essenziali di assistenza ha reso ufficiale la promozione, per la prima volta da quando il Nuovo sistema di garanzia è pienamente operativo, del Molise in tutte le aree controllate (ospedali, medicina distrettuale e prevenzione): «Accogliamo questo dato con soddisfazione, ma soprattutto con senso di responsabilità. È un riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente da medici, infermieri, operatori sanitari, dalla direzione aziendale dell’Asrem e da tutti i professionisti che, con competenza e dedizione, garantiscono ogni giorno il diritto alla salute dei molisani».
Il potenziamento del San Timoteo, le misure per irrobustire la risposta assistenziale del Veneziale (missione più complicata anche per la sola posizione logistica dell’ospedale e per la casistica, gli avversari politici dicono invece che il presidente ci tiene meno), il rientro di primari apprezzati come Biondelli a Termoli e l’arrivo di direttori di unità complesse da realtà tradizionalmente più virtuose come Melucci a Campobasso (dal Maggiore di Bologna), un rapporto più concretamente sinergico con il Dipartimento di Medicina dell’Unimol che ha riportato a casa una giovane autorità della urologia robotica come Altieri: sono alcune fra le azioni più evidenti condivise in questi tre anni da Roberti e Di Santo.
La giunta, si legge nelle premesse della delibera 279 approvata ieri pomeriggio all’unanimità, «nell’esercizio delle proprie prerogative di indirizzo politico-amministrativo, ha valutato positivamente l’operato del direttore generale con riguardo al perseguimento degli obiettivi strategici, ritenendo sussistenti le condizioni di interesse pubblico per il rinnovo dell’incarico del direttore generale fino al limite massimo consentito dalla normativa vigente».
Ultimo atto necessario, che sarà formalizzato nelle prossime ore, il decreto del presidente della Regione che renderà operativa la decisione dell’esecutivo.
ritai

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