Il Nucleo anti-degrado si avvicina alla sua istituzione. Dopo il via libera arrivato in Commissione, la proposta compie un nuovo passo in avanti e si prepara ad approdare in giunta. Il comandante della Polizia municipale, Luigi Vella, ha infatti ricevuto nelle scorse ore l’indicazione di predisporre la delibera che dovrà rendere operativo il nuovo servizio.
Il Nad nasce dall’ordine del giorno portato in aula dal capogruppo di Forza Italia Domenico Esposito e approvato dal Consiglio comunale. Un progetto pensato per rafforzare i controlli sul territorio e che, secondo Esposito, alla luce degli ultimi episodi di cronaca è diventato ormai una necessità.
L’ultimo caso è quello della chiusura, disposta dalla Questura al termine di una serie di controlli, di un’attività di vendita di kebab che risultava priva delle necessarie autorizzazioni amministrative. Un episodio che ha riacceso l’attenzione sui controlli agli esercizi commerciali. Il Comune ha annunciato, infatti, di voler verificare la situazione delle attività presenti in città, non limitandosi alle questioni legate all’occupazione del suolo pubblico.
È proprio su questo aspetto che Esposito chiede un cambio di passo: «Spesso ci concentriamo su cavilli riguardanti l’occupazione del suolo pubblico, soprattutto nella parte storica della città o in Piazza Prefettura. Andiamo a verificare se un tavolo o una sedia siano posizionati correttamente. In questo caso, invece, non solo mancavano le autorizzazioni per svolgere l’attività, ma nessuno si è mai chiesto se quei tavoli e quelle sedie posizionati all’esterno del locale fossero autorizzati. Perché i controlli della Polizia locale non sono stati effettuati? La delibera deve essere adottata con immediatezza e devono essere date le direttive per l’attivazione del servizio».
Per il capogruppo di Forza Italia, quindi, l’obiettivo è arrivare rapidamente all’attivazione del Nad. Resta da individuare anche la sede del nuovo nucleo. Esposito torna a indicare i locali della sede distaccata della Polizia Municipale di via Orefici, nel centro storico, intitolata all’ex sindaco e presidente del Campobasso Calcio Franco Nucciarone. La struttura è attualmente occupata dall’Associazione nazionale Carabinieri.
A incidere sui tempi di avvio potrebbe essere, però, la formazione richiesta agli agenti che saranno destinati al Nad. Ed è proprio per evitare che questo passaggio finisca per rallentare l’operatività del servizio che Esposito propone di coinvolgere anche l’Esercito, attraverso un protocollo interforze.
Il riferimento è all’operazione “Strade sicure”, già utilizzata in diverse città italiane per affiancare le forze dell’ordine nel presidio del territorio. Una possibilità che, secondo Esposito, potrebbe essere valutata anche a Campobasso, considerata la presenza del Distretto militare e il ruolo della città come capoluogo di regione.
«Avere un pattugliamento dell’Esercito in strada non sarebbe affatto disdicevole. La richiesta nasce da due considerazioni: innanzitutto Campobasso è il capoluogo di regione e dobbiamo iniziare a ragionare anche in quest’ottica. Inoltre, oggi la città manifesta una necessità che, pur essendo più contenuta rispetto a centri maggiori come Milano o Roma, si è comunque evidenziata attraverso gli episodi registrati nelle ultime settimane».
Da qui la proposta di costruire una collaborazione più ampia tra le diverse forze impegnate sul territorio: «Se al momento non ci fosse ancora la necessaria preparazione giuridica per gli agenti del Nad, si potrebbe creare un modello interforze, nel quale il Nucleo anti-degrado lavori in coordinamento con le altre forze dell’ordine, coinvolgendo anche l’Esercito. Abbiamo a disposizione da tempo un Distretto militare che dovrebbe essere chiamato in causa proprio per attività operative sul territorio».
L’idea, dunque, è quella di non fermarsi alla semplice istituzione del Nad, ma di costruire un sistema di controllo più articolato. Da una parte il nuovo nucleo della Polizia municipale, dall’altra la collaborazione con le altre forze dell’ordine e, nella proposta di Esposito, anche con i militari dell’Esercito. Un modello che punta a rafforzare il presidio del territorio e, soprattutto, ad accorciare i tempi per rendere effettivi i controlli.





























