Regioni unite per un’Europa più competitiva nella difesa del lavoro e dei territori.
È la sintesi dell’intervento del consigliere regionale delegato allo Sviluppo economico Andrea Di Lucente che ha preso parte alla missione organizzata a Bruxelles dalla Conferenza delle Regioni.
Nella “capitale” dell’Ue, le delegazioni delle “Regioni automotive” (Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, alla missione hanno aderito pure Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Veneto) hanno incontrato il vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e la vicepresidente Antonella Sberna, oltre ai deputati europei responsabili dei dossier automotive e ai membri delle Commissioni competenti.
Alle istituzioni comunitarie, le Regioni hanno consegnato un pacchetto di proposte. In sostanza, condividono l’obiettivo della transizione verso una mobilità sostenibile, ma ritengono indispensabile che essa sia accompagnata da una politica industriale capace di preservare competitività, investimenti e capacità produttiva in Europa.
A margine dell’incontro, Di Lucente ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa promossa dalle Regioni italiane dell’automotive, che si sono presentate unite per portare a Bruxelles le esigenze e le difficoltà di una filiera strategica per il Paese e l’intera Europa.
Nel corso dei lavori, il delegato del Molise ha posto l’attenzione su uno degli aspetti centrali della transizione dell’automotive, evidenziando come nella fase di avvio del percorso da parte della Commissione europea, non siano stati considerati fino in fondo due fattori decisivi: il rischio di perdita di posti di lavoro e le conseguenze sulla tenuta dei territori a forte vocazione industriale.
«Abbiamo ancora la possibilità di rivedere alcune scelte e correggere il percorso intrapreso – ha sottolineato Di Lucente – ma per farlo è necessaria una condizione fondamentale: una rappresentanza parlamentare italiana unita, capace di mettere al primo posto l’interesse nazionale e la competitività del sistema produttivo».
In questo quadro, il caso del Molise rappresenta un esempio emblematico delle difficoltà che i territori italiani si trovano ad affrontare. «Abbiamo perso la possibilità di realizzare una gigafactory non per inefficienze o demeriti del nostro territorio, ma anche perché in Europa esistono condizioni di competitività profondamente diverse. Basti pensare che il costo dell’energia in Spagna è circa un terzo di quello italiano». E quel che avviene in Molise, ha proseguito, può diventare questione nazionale. «La transizione non può trasformarsi in desertificazione industriale e non possiamo permettere che, insieme alle trasformazioni necessarie, si perdano competenze, investimenti e posti di lavoro».
Di Lucente ha quindi ribadito il valore dell’iniziativa promossa a Bruxelles, sottolineando in particolare la capacità delle Regioni di fare fronte comune. «Regioni diverse per dimensioni, caratteristiche produttive e territori si sono riconosciute nelle stesse priorità e hanno scelto di presentarsi insieme davanti alle Istituzioni europee. È così che possiamo far sentire più forte la nostra voce e chiedere all’Europa di accompagnare la transizione industriale senza lasciare indietro i territori».


























