Si è svolto ieri il tavolo tecnico istituzionale nel salone di rappresentanza del Palazzo di Governo sulla viabilità lungo la strada statale 650 Fondo Valle Trigno con particolare riferimento ai lavori di manutenzione in corso nella galleria Sella-Venditto. Alla riunione convocata dal prefetto di Isernia hanno partecipato tra gli altri l’assessore regionale ai lavori pubblici, il presidente della provincia, il sindaco di Pescolanciano, Polizia stradale, Anas ed il servizio di emergenza territoriale 118.
Obiettivo: fare il punto sulle criticità emerse durante i lavori e individuare possibili misure di coordinamento, soprattutto per garantire la sicurezza stradale e una gestione più efficace della viabilità nella zona interessata dagli interventi.
«Abbiamo sollevato le nostre perplessità ma soprattutto le problematiche che stanno affrontando i cittadini del territorio – ha spiegato Manolo Sacco, sindaco di Pescolanciano -. Con una delibera di Giunta abbiamo chiesto ad Anas e al prefetto di intervenire rispetto ai disagi che la chiusura della galleria sulla SS650 ci sta creando. Chiediamo una cosa molto semplice: fermo restando che i lavori vanno fatti perché viene messa in sicurezza una galleria strategica sia dal punto di vista della sicurezza, dell’antincendio e dell’adeguamento anche della controsoffittatura, chiediamo che Anas faccia lavorare l’impresa su tre turni, perché da cronoprogramma dovrebbero durare sei mesi, ma sicuramente saranno molti di più e non possiamo sopportare questo disagio per un tempo così lungo».
Come segnalato dal sindaco di Sessano, Pino Venditti, il passaggio dei tir sul territorio aggravato dalla chiusura del ponte di Pettoranello è particolarmente difficoltoso a causa di strade non concepite per il passaggio di un traffico così imponente. E se un tir dovesse bloccarsi, per la Trignina, ma anche per la Statale 17, sarebbe la paralisi.
«Sul territorio di Sessano c’è uno snodo che dà la possibilità di deviare il traffico minore, quindi le autovetture ed eventualmente le ambulanze per quanto riguarda il primo bivio mentre il traffico pesante di potrebbe proseguire per non creare l’ingorgo – ha aggiunto Sacco -. Basta recarsi sul posto per verificare che lì non si può transitare perché ci sono dei tornanti pericolosi. Senza contare il fatto che durante l’inverno qualcuno potrebbe anche scivolare per ghiaccio o intemperie: il rischio è che si fermerebbe tutto. Quindi bisogna deviare gli autoarticolati, farli continuare lungo lo snodo verso Carpinone e poi farli tornare su, mentre le auto e le ambulanze dovrebbero deviare in prima battuta».

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