La provincia pentra, nell’Indice della Criminalità pubblicato dal Sole 24 Ore un primo posto lo ottiene, ma sulla contraffazione di marchi e prodotti industriali. Sul resto, la provincia resta lontana dalle zone calde della mappa.
Secondo i dati del Viminale anticipati dal quotidiano economico, nel 2025 i reati denunciati in Italia sono scesi a 2,36 milioni, l’1,8% in meno rispetto al 2024: 42.242 delitti in meno, la prima flessione dopo quattro anni di crescita. A trainare il calo sono i furti, scesi sotto il milione. Altri reati, invece, continuano a salire: truffe e frodi informatiche (+4,4%), danneggiamenti (+3,9%), percosse ed estorsioni. Il crimine, scrive il Sole, si concentra nelle grandi aree urbane del Centro-Nord: Milano, Firenze e Roma guidano la graduatoria, e nelle 14 città metropolitane si denuncia il 47,4% dei delitti.
In questa geografia Isernia sta dall’altra parte della classifica. Con 2.078 denunce complessive, pari a 2.656,7 ogni 100mila abitanti, occupa la 90esima posizione. Milano, che guida la graduatoria, supera i 7mila delitti ogni 100mila residenti: il tasso isernino ne è meno dei due quinti. Il fondo della classifica resta però più in basso: Oristano ne conta 1.707, Potenza 1.968, Enna 2.165, Benevento 2.177.
Gli omicidi volontari sono zero (96esimo posto), come zero sono infanticidi, omicidi sul lavoro, preterintenzionali, associazioni per delinquere, associazioni di tipo mafioso, contrabbando e usura. Due i tentati omicidi. Basso anche il peso dei reati predatori, quelli che più alimentano la percezione di insicurezza: 400 furti (98esimo posto, tra le province con meno incidenza) e 8 rapine (94esimo).
Il dato più rilevante riguarda le truffe e le frodi informatiche: 415 denunce, 530,6 ogni 100mila abitanti, più dei furti. A livello nazionale accade il contrario: i furti restano oltre tre volte più numerosi delle truffe. A Isernia i due reati si invertono, in linea con la tendenza che il Sole descrive, quella di un crimine che si sposta dalla strada allo schermo. Nei delitti informatici in senso stretto la provincia è al nono posto (44 denunce).
Tra le altre voci spiccano le minacce (113 denunce, 23esimo posto), i danneggiamenti (234, 80esimo posto), le lesioni dolose (77, 76esimo posto), le percosse (24, 53esima posizione), gli incendi (18, 16esima, di cui 8 boschivi, 17esima), le estorsioni (18, 24esima) e le violenze sessuali: 11 denunce, 16esimo posto.
Resta la contraffazione di marchi e prodotti industriali: 30 denunce, 38,4 ogni 100mila abitanti, prima posizione assoluta. Anche il riciclaggio e l’impiego di denaro (5 denunce) è al secondo posto.
Il Sole avverte che a un indice basso non corrisponde per forza meno reati: i piccoli crimini “di necessità” vengono infatti denunciati meno. L’indice misura poi i delitti denunciati, non quelli accertati né le condanne. E in una provincia di circa 78mila abitanti basta un singolo episodio o una sola operazione per spostare una posizione di decine di gradini.
Per Isernia, dunque, la fotografia è quella di un territorio poco toccato dalla criminalità violenta e predatoria, ma non immune da quella che corre sui telefoni e sui conti correnti.

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