Si riapre sugli incentivi ai medici del Pronto soccorso di Isernia, la frattura tra la struttura commissariale e il primo cittadino, anche se in questi mesi – quella che all’improvviso sembrava diventata una “voragine” istituzionale – non si era mai realmente richiusa. Ora, i commissari sono intervenuti per chiarire una vicenda rimasta, secondo quanto sostenuto, senza adeguata comunicazione istituzionale.
«Si attendevano da una settimana alcune informazioni, doverose e opportune, che il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, avrebbe dovuto diffondere per rispetto del proprio mandato istituzionale. Non avendolo fatto, riteniamo sia giusto procedere noi a colmare questo silenzio» – dichiarano Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo.
Al centro della questione, la proposta avanzata nei mesi scorsi dal primo cittadino per utilizzare fondi del Comune sotto forma di incentivi per i contratti da stipulare con i medici neoassunti al Pronto Soccorso del nosocomio pentro, come soluzione per sopperire alla carenza di personale.
Una proposta che, però, non ha trovato accoglimento. «Gli era stato risposto che la procedura non era percorribile, in quanto il trattamento economico del personale della pubblica amministrazione è rimesso alla contrattazione collettiva, nel rispetto delle leggi e della normativa vigente, e non è possibile determinare trattamenti economici differenziati tra dipendenti che svolgono le medesime mansioni» – spiegano dalla struttura commissariale.
Da qui le criticità evidenziate: «Risultava quindi incomprensibile immaginare incentivi economici destinati ai soli medici neoassunti. Una simile misura avrebbe infatti generato evidenti disparità sia sul piano territoriale – a parità di mansioni, un medico del Veneziale avrebbe percepito un trattamento economico significativamente superiore rispetto a un medico del Cardarelli – sia all’interno dello stesso presidio ospedaliero, non essendo in alcun modo legittimo né ragionevole che un medico appena assunto percepisca compensi sensibilmente superiori rispetto a colleghi con maggiore anzianità di servizio. Analoghe criticità sarebbero inoltre emerse rispetto all’applicazione di tali incentivi al solo personale medico e non all’intero comparto sanitario».
Il sindaco avrebbe poi chiesto ulteriori verifiche a livello ministeriale, ponendo i medesimi quesiti. La risposta – spiegano Bonamico e Di Giacomo – è arrivata nei giorni scorsi, in linea con quanto già evidenziato. «Il Direttore generale del Ministero, dott. Bergamaschi, ha fornito riscontro confermando quanto già evidenziato dalla struttura commissariale e ribadendo come l’adozione di incentivi limitati al solo personale di nuova assunzione presenti profili di criticità sotto il profilo della legittimità e della coerenza con il sistema delineato dal D.Lg. n. 165/2001 e dalla contrattazione collettiva di riferimento, non essendo possibile introdurre disparità di trattamento tra figure sanitarie che svolgono le medesime mansioni».
Da qui l’affondo finale: «Peccato che il sindaco Castrataro abbia omesso di comunicare l’esito delle proprie proposte, purtroppo rivelatesi incompatibili con il quadro normativo vigente».
Nel frattempo, la struttura commissariale rivendica un intervento più ampio sul fronte degli incentivi. È stato infatti sottoscritto con la Direzione generale per la Salute l’accordo con le rappresentanze sindacali per il riconoscimento degli incentivi al personale del comparto addetto ai servizi di Urgenza-Emergenza (Pronto Soccorso, 118, Anestesia e Rianimazione) di tutti gli ospedali della regione, per un importo complessivo di 2,7 milioni di euro. «Nei prossimi giorni – aggiungono – sarà inoltre sottoscritto un analogo accordo con le organizzazioni sindacali del personale medico operante nei servizi di emergenza, nel pieno rispetto delle norme che regolano il mondo del lavoro nel nostro Paese».

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