Mentre dall’altra parte si discute di nomi, di consensi e di via libera ancora da incassare, sul fronte opposto la macchina ha già il motore acceso. Piero Castrataro, sindaco uscente, punta alla riconferma e, stando a ciò che circola fuori e dentro i corridoi di Palazzo San Francesco, potrà contare su una coalizione che si prepara a sostenerlo con almeno sei liste. Delle sei, cinque sarebbero praticamente scontate: quelle del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra, di Isernia Futura e di un’altra lista civica. La sesta, anch’essa civica, sarebbe in via di ultimazione. Il numero, di per sé, racconta una scelta: tenere insieme il campo largo e trasformare il sostegno politico in una squadra elettorale capace di coprire le diverse aree della città. È una prova organizzativa prima ancora che politica, perché a ogni lista corrispondono candidati da trovare, convincere e distribuire sul territorio.
Resta un dettaglio che, se confermato, avrebbe un peso. Secondo voci molto attendibili, nella lista civica ancora in corso di definizione potrebbero entrare anche alcuni esponenti del centrodestra. Va detto con chiarezza che non vi è alcuna conferma ufficiale e che non al momento non filtrano nomi: per ora si resta nel campo delle indiscrezioni. Se la circostanza trovasse riscontro, renderebbe l’eventuale sfida con Luca Iorio ancor più frizzante.
Castrataro – come è noto – guida l’amministrazione del capoluogo pentro dal 2021 e si presenta agli elettori rivendicando il lavoro svolto. Tra i temi che hanno segnato il mandato, il più visibile è quello per la difesa della sanità, in particolare dell’ospedale Veneziale e del punto nascita. Una posizione, quella del sindaco, particolarmente netta, che ha avuto eco anche sulla stampa nazionale. Nel luglio scorso, inoltre, il Comune ha presentato ricorso al Tar contro la prevista chiusura del punto nascita, richiamando la necessità di tutelare i servizi del territorio.
Non è un dettaglio da poco, nel quadro che si sta delineando. Sulla sanità, infatti, si incrociano i percorsi dei due possibili sfidanti: Iorio è medico e ricopre dallo scorso maggio l’incarico di project manager per un progetto di analisi organizzativa e clinico-assistenziale proprio al Veneziale. Il terreno su cui con ogni probabilità si misureranno è dunque lo stesso, benché i punti di vista di partenza possano essere diversi. Accanto alla sanità, il confronto toccherà verosimilmente anche sviluppo della città, opere pubbliche, servizi e gestione amministrativa. Tutti temi su cui l’amministrazione di centrosinistra ha concluso opere importanti e avviato altri cantieri visibili in città.
Ad ogni modo, la campagna elettorale non è ancora cominciata, ma le prime mosse sono già sul tavolo. Domani, all’Hotel Europa, è attesa la presentazione di «Vento di cambiamento», il movimento civico legato alla candidatura di Iorio, che avrebbe già raccolto il favore di gran parte dei consiglieri comunali di centrodestra e attende il via libera dei partiti. Sullo sfondo resta la decisione di Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale: schierarsi con la coalizione o correre da soli.
Ma il duello potrebbe non essere tale. A sfidare Castrataro infatti non ci sarebbe solo Iorio, ma si profila all’orizzonte una candidatura anche di Emilio Izzo, ideatore di Preistoris e Magnastoria, che lancia la propria proposta a nome di un movimento denominato «Sernia».
«Tocca a noi, la città è di chi le vuole bene!» – ha dichiarato Izzo lanciando la nascita del movimento. Una scelta che mette sul tavolo un altro tema, cioè quello dell’identità e della vocazione culturale della città.
Da una parte, dunque, la continuità amministrativa di un sindaco che si presenta con un blocco già strutturato. Dall’altra, una proposta alternativa in costruzione e una candidatura civica che rivendica una terza strada. Il confronto tra queste impostazioni è destinato, nei prossimi mesi, a diventare uno dei principali terreni dello scontro politico cittadino.




























