La coda di camion fermi sulle strade del Sud ormai è arrivata fino al Molise. Dopo i presidi di Campochiaro e Pietracatella, da lunedì 19 ottobre, e «ad oltranza», autotrasportatori e agricoltori fanno tappa a Isernia Nord e a Roccaravindola, accomunati dal peso di un gasolio diventato insostenibile: per questo annunciano di non voler arretrare.
La mobilitazione ha già lasciato il primo segno sul territorio. Da giovedì si registrano blocchi stradali e mezzi pesanti in sosta sulla Fondovalle Tappino e a Guardiaregia. Altrove, nel Mezzogiorno, la protesta sta producendo di rimbalzo scaffali più radi e pompe a corto di carburante, con problemi di approvvigionamento in alcune regioni: uno scenario che, riferiscono le cronache, potrebbe rendersi visibile ben presto anche in Molise.
La richiesta dei manifestanti sembra semplice quanto spigolosa: abbassare i prezzi. «Ci stanno distruggendo giorno dopo giorno» – hanno detto i dimostranti ai microfoni di Teleregione che li ha
ascoltati durante il presidio. Poi il bersaglio più preciso: la misura con cui il governo Meloni ha eliminato il bollo per un anno, definita da alcuni di loro «una farsa». Il ragionamento è da contabili del gasolio: togliere cento o duecento euro l’anno, dicono, vale poco per chi consuma «migliaia e migliaia di quintali» di carburante.
Lamentele che sono arrivate fino al sottosegretario all’Agricoltura, il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio Giacomo La Pietra, nei giorni scorsi a Campobasso e atteso di nuovo in regione con l’intento dichiarato di ascoltare i vari settori e fare da tramite con Roma.
Il sottosegretario ha difeso l’operato dell’esecutivo. Il bollo, ha spiegato, è un intervento fiscale di carattere generale, pensato per dare una mano alle famiglie. Sul fronte del gasolio, ha rivendicato un investimento di un miliardo per il taglio delle accise. Il gasolio agricolo e della pesca, ha aggiunto, non è gravato da accise. Poi, ha ricordato, è scoppiata la guerra, il prezzo del petrolio è salito e il governo sarebbe intervenuto di nuovo: 90 milioni di euro a favore dell’agricoltura sotto forma di credito d’imposta e un dialogo con le compagnie petrolifere, tra cui Eni, che hanno fissato un tetto ai prezzi di gasolio e benzina. Eni, ha aggiunto, avrebbe annunciato un ulteriore sconto del 20% alla pompa sul gasolio.
Capitolo protesta: La Pietra la definisce legittima, ma entro un confine. Bloccare le strade e l’autotrasporto, impedire che le merci arrivino ai supermercati o il carburante alle pompe, ha affermato, «non è tollerabile e non è neanche legale», oltre a non essere giusto verso altre categorie.
Due linguaggi, dunque, che per ora non si incontrano: da una parte chi i conti li fa ogni mese al distributore, dall’altra chi i conti li fa sui provvedimenti e sui miliardi. Da lunedì 19 ottobre il presidio toccherà dunque anche la provincia di Isernia: l’intento di autotrasportatori e agricoltori è quello di continuare a mandare un segnale forte e chiaro contro il caro vita che si sta abbattendo sempre con maggiore intensità sulle famiglie e che per troppi, ormai, è diventato insostenibile.


























