Le indagini sul duplice omicidio di Pietracatella proseguono. Anche quando, almeno all’apparenza, davanti agli uffici della Questura di Campobasso non si registra alcun movimento riconducibile all’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvelenate con la ricina nel dicembre dello scorso anno.
Nelle ultime ore, almeno per quanto è stato possibile osservare, non sembravano essersi tenute nuove audizioni negli uffici di via Tiberio. Una circostanza che, tuttavia, non consentiva di trarre conclusioni sull’andamento delle attività investigative.
Le persone che quotidianamente entrano ed escono dalla Questura sono numerose e per ragioni diverse. Anche per i cronisti e le troupe televisive che da settimane seguono il caso, talvolta trattenendosi per ore davanti all’ingresso, è praticamente impossibile stabilire se qualcuno sia stato convocato per rendere dichiarazioni nell’ambito dell’inchiesta.
Non è escluso, inoltre, che alcuni accertamenti possano essere svolti in sedi differenti o che vengano ascoltate persone finora rimaste estranee all’attenzione mediatica.
Proprio su questo fronte, nei giorni scorsi, fonti indipendenti di Primo Piano Molise avevano riferito di audizioni ripetute, avviate già all’inizio della settimana. Informazioni che non avevano trovato conferme ufficiali, ma che lasciavano intendere come l’attività della Squadra Mobile, diretta da Marco Graziano, proseguisse senza interruzioni.
Ieri pomeriggio è arrivato un elemento ulteriore. Un lancio dell’Ansa ha riferito che negli ultimi giorni diversi docenti del liceo classico “Mario Pagano” di Campobasso sono stati convocati in Questura e ascoltati dagli investigatori come persone informate sui fatti.
È l’istituto frequentato fino allo scorso anno da Sara e dalla sorella Alice Di Vita, che a giugno ha conseguito il diploma e attualmente studia all’Università di Torino.
Nell’atrio della scuola, dopo la tragedia dello scorso dicembre, è stato collocato un grande pannello sul quale gli studenti hanno lasciato centinaia di messaggi dedicati a Sara.
Non sono noti i contenuti delle audizioni né gli aspetti sui quali gli investigatori abbiano concentrato le domande. Non è quindi possibile stabilire se gli insegnanti siano stati ascoltati per ricostruire abitudini, frequentazioni o eventuali circostanze emerse durante l’attività scolastica delle ragazze.
Il dato, per il momento, è soltanto quello delle convocazioni.
La notizia conferma comunque che gli accertamenti continuano a interessare anche l’ambiente scolastico, già coinvolto nelle acquisizioni investigative eseguite nelle scorse settimane.
L’obiettivo resta ricostruire quanto accaduto prima dell’avvelenamento che ha provocato la morte di madre e figlia e individuare elementi utili a chiarire responsabilità e movente.
Su questi aspetti il riserbo è assoluto.
La Procura di Larino, che coordina l’inchiesta per duplice omicidio volontario aggravato dall’uso del veleno, non fornisce indicazioni sullo stato degli accertamenti. Lo stesso atteggiamento viene mantenuto dagli uomini della Squadra Mobile, impegnati da mesi in un’indagine particolarmente complessa.
Nel corso della settimana sono circolate più volte indiscrezioni su possibili iniziative investigative destinate a segnare un passaggio significativo.
Si è parlato di nuove audizioni, di eventuali perquisizioni e di ulteriori sopralluoghi. Nessuna di queste ipotesi, tuttavia, ha trovato riscontri ufficiali.
Non è possibile sapere se siano previste attività nelle prossime ore oppure all’inizio della prossima settimana. Né, soprattutto, quale possa essere la loro effettiva rilevanza nell’economia dell’inchiesta.
Gli investigatori hanno acquisito nel tempo una quantità considerevole di materiale. Dagli accertamenti scientifici che hanno consentito di individuare nella ricina la causa dell’avvelenamento alle analisi sui reperti, fino alle verifiche sui dispositivi informatici e alle numerose testimonianze raccolte.
Un lavoro che richiede di mettere in relazione elementi di natura diversa e di verificarne la consistenza probatoria.
Negli ambienti vicini all’inchiesta continua a circolare la convinzione che gli investigatori abbiano ormai delineato una ricostruzione del delitto, individuando anche una possibile responsabilità e il movente.
Si tratta, però, di valutazioni che non trovano conferma in atti o comunicazioni ufficiali.
Una pista ritenuta attendibile non equivale a una responsabilità dimostrata. E un’ipotesi investigativa, per quanto articolata, deve trovare riscontro in elementi utilizzabili sul piano giudiziario.
Anche per questo eventuali sviluppi non possono essere considerati imminenti soltanto sulla base delle indiscrezioni che continuano a circolare.
Il caso di Garlasco, tornato al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica, rappresenta del resto un richiamo alla necessità di distinguere le ricostruzioni investigative dalle prove e di evitare conclusioni premature.
A Pietracatella restano due vittime, un avvelenamento accertato e un’inchiesta ancora aperta.
Le audizioni dei professori del “Mario Pagano” aggiungono un altro tassello all’attività investigativa. Non consentono, almeno per ora, di comprendere quanto gli inquirenti siano vicini a una svolta.
Le risposte arriveranno soltanto quando gli elementi raccolti permetteranno alla Procura di compiere passi ulteriori.
Fino ad allora, restano il lavoro degli investigatori e il massimo riserbo sui suoi risultati.
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