Circa 500 tonnellate di rifiuti pericolosi e non pericolosi, tra cui materiali contenenti amianto, batterie esauste, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), imballaggi in carta e legno e imballaggi in plastica contaminati da sostanze pericolose. È quanto scoperto dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE), congiuntamente ai militari della Compagnia Carabinieri di Campobasso, nel corso di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo molisano.
L’operazione ha portato al sequestro di una vera e propria discarica abusiva alle porte di Campobasso: un’area di circa 1.500 metri quadrati, situata all’interno di un impianto in un comune dell’hinterland, dove sono stati illecitamente depositati e abbandonati ingenti quantitativi di rifiuti. Parte del materiale, secondo quanto emerso dagli accertamenti, è stata addirittura interrata.
Particolarmente importante il supporto tecnico fornito da ARPA Molise, che ha affiancato i militari durante le operazioni mettendo a disposizione strumentazioni specifiche, tra cui un elettromagnetometro e un drone. Gli strumenti hanno consentito di effettuare approfondite verifiche sul terreno.
Il sequestro è stato eseguito nei confronti di tre soggetti, ai quali vengono contestate, in concorso tra loro, ipotesi di reato riconducibili alla realizzazione e gestione di una discarica abusiva e all’impedimento delle attività di controllo ambientale.
Quest’ultima contestazione riguarda, in particolare, presunte condotte di diniego o ritardo nell’accesso all’area sottoposta a verifica, oltre alla mancata produzione e consegna della documentazione amministrativa, tecnica e ambientale richiesta dagli organi di controllo.
Nel medesimo procedimento viene inoltre contestata la responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato, prevista dal decreto legislativo 231/2001.
























