Restare in Molise: ma perché? A questa domanda risponde il Pr Molise 2021-2027, programma regionale di investimento dei fondi europei (Fesr e Fse+) con una strategia che poggia su alcuni punti cardine, l’Autorità di gestione Alberta De Lisio ne ha indicati cinque, e che mira a «trasformare le risorse a disposizione in opportunità», ha sintetizzato il governatore Francesco Roberti tracciando insieme al consigliere delegato Michele Iorio la linea di indirizzo. Opportunità, ha chiosato De Lisio, «per costruire qui il proprio futuro».
Tra i cinque punti cardine – illustrati nell’evento annuale di comunicazione in cui viene tracciato lo stato dell’arte e che si è svolto ieri mattina al Samnium Innovation Hub di Campobasso – la connessione, la stabilità, la dimensione sociale e i territori.
La Commissione europea, ha aggiunto De Lisio, ha riconosciuto i passi avanti compiuti dal Molise nella spesa dei fondi: «Risultati lusinghieri che ci sono stati riconosciuti, infatti all’evento con tutte le Autorità di gestione che si terrà a Riva del Garda fra qualche settimana il Molise non sarà chiamato ai temuti bilaterali con la Commissione che avvengono con le Regioni che sono più indietro».
Nel suo intervento introduttivo, Iorio ha ribadito la sua convinzione: «Bisogna spendere i fondi che ci sono e utilizzarli nel migliore dei modi. La spesa da sola non è un risultato positivo, è positivo il risultato che produce. Noi stiamo cercando di fare l’una e l’altra cosa, risultati positivi con una spesa adeguata ai tempi previsti e con progetti interessanti che si stanno sviluppando per quanto riguarda per esempio l’innovazione, il sociale, i servizi per gli anziani». E, inoltre, è stato ricordato investimenti sulla mobilità, sul parco mezzi ferroviario e su gomma.
«Il lavoro della nostra amministrazione – ha aggiunto il governatore Roberti – ha una direzione precisa: trasformare le risorse europee in una opportunità per il Molise. Sostenere le imprese che investono e innovano, accompagnare la formazione di nuove competenze, favorire l’inclusione sociale e creare le condizioni perché i giovani possano costruire il proprio futuro anche nella loro terra. Non basta rendere disponibili i finanziamenti: occorre accompagnare la realizzazione degli interventi e rendere comprensibili ai cittadini le opportunità e i risultati».
A margine dell’evento, a cui ha partecipato, la consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli ha reso noto che la «battaglia contro il definanziamento di oltre 19 milioni destinati alle aree interne del Molise approda in Parlamento e sui tavoli del governo». Il deputato Marco Sarracino, che nel Pd nazionale ha la delega alla Coesione e alle aree interne ha depositato unì’interrogazione al ministro Foti: inaccettabile, a suo parere, che «risorse destinate a ridurre i divari territoriali diventino una variabile di aggiustamento della programmazione regionale, per coprire i fallimenti dell’attuale giunta e dell’intera filiera di centrodestra».
La riprogrammazione proposta dalla Regione Molise prevede il dirottamento di 15,084 milioni di euro per le infrastrutture logistiche della Zona Franca Doganale di Termoli e di altri 4 milioni di euro a beneficio del credito d’imposta per le Zes. Una manovra fortemente contestata dal territorio, rispetto alla quale la Regione ha prospettato una presunta e vaga “compensazione futura” con risorse nazionali, senza però indicare alcun atto formale di assegnazione né un cronoprogramma certo, ha ribadito Fanelli alla vigilia del Comitato di Sorveglianza. «Ora il Ministero dovrà rispondere ufficialmente e chiarire se ritenga ammissibile che la Regione Molise utilizzi le risorse europee della coesione per “coprire buchi” o finanziare altre misure, spogliando proprio i territori più deboli e fragili».



























