«Abbassate le armi, alzate i salari». È lo striscione che ha aperto ieri mattina la manifestazione promossa da Cobas, Usb e movimenti studenteschi a Campobasso nel giorno dello sciopero generale: a partecipare al corteo che ha attraversato le vie del centro alcune centinaia di studenti.
«La nostra protesta – hanno rimarcato gli esponenti locali del Collettivo dal Basso – è contro economia di guerra, caro vita, precarietà giovanile e repressione del dissenso. Continui tagli a sanità pubblica e trasporti per sostenere i costi necessari a nutrire il settore bellico – hanno aggiunto – causano un conseguente aumento del costo della vita. I padroni si arricchiscono e le infrastrutture crollano, pezzo dopo pezzo, sulla testa di chi deve imparare a vivere con uno stipendio mangiato dall’inflazione».
Non sono mancati riferimenti al mondo della scuola. «Il sistema dell’istruzione viene abbandonato e ai giovani non vengono lasciate che le briciole di quello che lo Stato continua a chiamare futuro».
A Termoli, all’urlo di «Meloni dimissioni», è sfilato il corteo di alcune centinaia di persone – tra cui studenti, docenti e rappresentanti dell’Usb – a contro il carovita, il piano di riarmo, i diritti dei giovani traditi per mancanza di prospettive e futuro.
Oltre 300 i ragazzi delle scuole superiori della città adriatica e di Guglionesi che hanno animato le strade del centro armati di striscioni e cartelli pieni di slogan: «Contro guerre e carovita cambieremo tutto», «Banchi e cattedre uniti nella lotta! Riarmiamo la cultura». E ancora: «Vi siete messi contro la generazione sbagliata», «A.a.a. cercasi futuro dignitoso», «Ci insegnate il passato, ma ci togliete il futuro».
Il corteo è proseguito senza incidenti verso Piazza Monumento dove sono stati esplosi alcuni petardi e accesi fumogeni rossi. A fare da sfondo allo sciopero, il canto «Il futuro dell’Italia siamo noi».
Una manifestazione con una massiccia presenza di forze dell’ordine conclusasi con interventi di studenti e dell’Usb.

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