Il Molise conquista un primato poco invidiabile: è la regione italiana che registra il maggiore aumento del costo della mensa scolastica nelle scuole primarie. Secondo l’IX Indagine sulle mense scolastiche realizzata da Cittadinanzattiva, nell’anno 2025-2026 una famiglia molisana ha speso in media 97 euro al mese per un figlio iscritto alla scuola primaria, con un incremento del 16,6% rispetto all’anno precedente.
Un rincaro che non ha eguali nel resto del Paese e porta il costo regionale ben al di sopra della media nazionale, ferma a 89 euro mensili. Aumentano anche le tariffe per la scuola dell’infanzia, dove la spesa media passa da 83 a 86 euro al mese (+3,5%), sostanzialmente in linea con il dato nazionale.
L’indagine, che prende in considerazione una famiglia composta da due genitori e un figlio con reddito lordo annuo di 44.200 euro e Isee di 19.900 euro, ipotizza una frequenza di 20 giorni al mese per nove mesi di scuola. In questo scenario, il costo annuale della mensa per un alunno della primaria in Molise raggiunge gli 870 euro, contro i 746 euro dell’anno precedente.
Campobasso sul podio dei rincari
A trainare verso l’alto la media regionale è soprattutto il dato di Campobasso. Nel capoluogo il costo del pasto per gli alunni della scuola primaria è passato da 5,29 a 6,47 euro, con un aumento del 22,3%. La spesa mensile raggiunge così i 129 euro, mentre quella annuale supera i 1.160 euro.
Numeri che fanno entrare Campobasso tra le città più care d’Italia per il servizio mensa: è la terza in assoluto per costo del pasto nella scuola primaria, preceduta soltanto da Parma e Reggio Emilia.
Situazione diametralmente opposta a Isernia, dove il costo del pasto si ferma a 3,20 euro sia per l’infanzia sia per la primaria. Qui la spesa mensile resta pari a 64 euro e quella annuale a 576 euro, confermando il capoluogo pentro tra i più economici del Paese.
A livello regionale il costo medio del singolo pasto è pari a 4,84 euro nella primaria, superiore alla media nazionale di 4,4 euro, mentre per l’infanzia si attesta a 4,29 euro, sostanzialmente in linea con il dato italiano.
Il quadro nazionale
L’indagine di Cittadinanzattiva evidenzia una crescita generalizzata delle tariffe in tutta Italia. Rispetto allo scorso anno il costo medio del pasto aumenta del 2,1% nelle scuole dell’infanzia e del 2,7% nelle primarie.
L’Emilia-Romagna si conferma la regione più costosa del Paese, con una spesa media mensile di 116 euro per l’infanzia e 115 euro per la primaria. All’estremo opposto si colloca la Sardegna, dove le famiglie spendono in media 61 euro al mese per l’infanzia e 65 euro per la primaria.
Tra le grandi città italiane continua invece a distinguersi Roma, dove il costo del pasto rimane fermo a 2,6 euro, uno dei più bassi a livello nazionale. Il primato della città meno cara spetta però quest’anno a Cagliari, con appena 2,1 euro a pasto.
Poche mense rispetto alla media nazionale
Accanto al tema delle tariffe emerge quello della disponibilità del servizio. In Molise solo il 27,9% degli edifici scolastici statali dispone di una mensa o di uno spazio dedicato alla refezione: 82 edifici su 293 complessivi. Un dato inferiore alla media italiana, che raggiunge il 36,5%.
Per colmare questo divario la regione potrà contare sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo la rilevazione di Cittadinanzattiva, i progetti finanziati in Molise sono 40, di cui 17 destinati alla realizzazione di nuove mense scolastiche. A livello nazionale gli interventi finanziati sono quasi raddoppiati nell’ultimo anno, passando da 961 a 1.975, con 926 nuove costruzioni previste.
Le proposte di Cittadinanzattiva
Alla luce dell’aumento dei costi e delle disuguaglianze territoriali, Cittadinanzattiva chiede di riconoscere la mensa scolastica come servizio pubblico essenziale e universale, garantendo una maggiore omogeneità tariffaria sul territorio nazionale.
L’associazione sollecita inoltre un rafforzamento del Fondo per il contrasto alla povertà alimentare a scuola, giudicando insufficiente l’attuale stanziamento di 500 mila euro annui, e propone un piano di investimenti che prosegua anche oltre la conclusione del PNRR, con particolare attenzione alle aree interne e alle regioni del Mezzogiorno.
Tra le richieste figurano anche l’istituzione di un Osservatorio nazionale permanente sulle mense scolastiche, una regolamentazione uniforme delle Commissioni mensa e il potenziamento dei programmi di educazione alimentare per ridurre gli sprechi e favorire il consumo di prodotti freschi e locali.

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