La via politica imboccata dalla giunta regionale venerdì è stata la traccia per approdare a quella giudiziaria. Con una nuova delibera approvata ieri, l’esecutivo di Palazzo Vitale ha infatti deciso di costituirsi nei giudizi avviati davanti al Tar dai Comuni di Agnone, Termoli, Isernia e altri centri delle aree di riferimento contro il Programma operativo 2026-2028 della sanità molisana adottato con decreto dai commissari Bonamico e Di Giacomo il 29 aprile scorso.
La difesa dell’amministrazione di via Genova, si legge nel documento proposto dal presidente Francesco Roberti e votato all’unanimità, sarà curata dal direttore dell’Avvocatura regionale Matteo Iacovelli. Non dunque dall’Avvocatura dello Stato, a cui la Regione aveva già mandato a dire, con l’atto di venerdì scorso, di non costituirsi a suo nome contro i Comuni.
I punti critici del piano operativo, denunciati da enti locali e associazioni e condivisi dalla giunta Roberti sono stati riassunti anche nella nuova delibera: la disattivazione del Punto nascita a Isernia e dell’Emodinamica a Termoli, alla contrazione delle prestazioni di Emodinamica del Responsible, alla riconversione del Caracciolo di Agnone in ospedale di comunità, all’orientamento dei flussi di emergenza verso la Puglia che non tiene conto dei tempi di percorrenza, dei volumi di attività delle strutture e della qualità degli esiti e, in ultimo, rispetto alla mancata considerazione dell’ingente investimento della Regione in termini di reclutamento e stabilizzazione di personale medico e infermieristico e di risorse umane in generale e di risorse strumentali tecnologiche ed elettromedicali.
Le sospensive già pronunciate dal Tar indicano una carenza di istruttoria del Programma operativo 2026-2028, elemento che «ne minaccia l’eseguibilità in pregiudizio della stessa programmazione e a presidio della tutela della salute della comunità molisana, dei cui interessi la Regione Molise è rappresentante istituzionale». Di qui, l’atto di indirizzo di venerdì che chiedeva a Bonamico la revisione del piano e della sua esecuzione.
Ora, sulla base di quell’atto di indirizzo, il passo successivo. «è opportuno costituirsi nei giudizi suindicati in modo da rappresentare (…) la posizione della Regione Molise di contrarietà al documento commissariale ed ai successivi atti dello stesso commissario e/o comunque connessi nonché di quelli dei soggetti che vi hanno dato attuazione, affidando l’incarico all’avvocato Matteo Carmine Iacovelli, direttore dell’Avvocatura regionale, in deroga al patrocinio organico dell’Avvocatura dello Stato anche in considerazione del conflitto di interesse della difesa erariale di fronte all’impugnativa di atti che promanano da organi nominati dallo Stato».
Anche se commissariata in materia di sanità, in capo alla Regione Molise, è evidenziato nella delibera, resta comunque un «interesse pubblico concreto ed attuale alla tutela delle proprie competenze costituzionalmente garantite, della corretta allocazione delle funzioni amministrative in materia sanitaria, della qualità della programmazione del Servizio sanitario regionale e della piena salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza, interesse suscettibile di tutela anche in sede giurisdizionale». Proprio in quella sede – contro la struttura commissariale, i ministeri dell’Economia e della Salute e la presidenza del Consiglio dei ministri – l’Amministrazione Roberti punta ora a farlo valere.
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