Non solo mare e grandi città d’arte. Nell’estate 2026 il turismo italiano cambia volto e premia sempre di più le aree interne. Tra queste c’è il Molise, che secondo gli ultimi studi si afferma come la regione con la maggiore crescita di occupazione nel comparto degli affitti brevi, diventando uno dei simboli del nuovo turismo di prossimità.
A fotografare il fenomeno sono sia i dati di Ruralis, società specializzata nello sviluppo turistico dei piccoli borghi attraverso la gestione delle locazioni brevi, sia il report della Rome Business School Italia oltre l’overtourism: il turismo di prossimità ridisegna le nuove mete del 2026. Entrambe le analisi indicano il Molise tra i territori che stanno crescendo ben al di sopra della media nazionale, grazie a un’offerta sempre più orientata verso autenticità, natura e sostenibilità.
Secondo Ruralis, il Molise è la regione italiana che registra il maggiore incremento dell’occupazione delle strutture ricettive nei piccoli centri. Un risultato accompagnato da un deciso aumento della spesa media dei visitatori, salita a 469 euro per prenotazione (+74%), e da soggiorni sempre più lunghi, passati da una media di 2,35 a 3,44 giorni (+46%). Numeri che confermano come i borghi non siano più soltanto una meta per una gita fuori porta, ma destinazioni in grado di trattenere i turisti per più giorni e di generare ricadute economiche significative sul territorio.
Il report della Rome Business School inserisce il Molise tra le regioni più dinamiche del Paese, insieme ad Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Basilicata, evidenziando come la domanda turistica stia progressivamente spostandosi verso destinazioni meno affollate, dove il patrimonio naturalistico, l’enogastronomia e la qualità della vita rappresentano un valore aggiunto. In particolare, il Molise supera quest’anno anche Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna e Abruzzo per ritmo di crescita, diventando uno dei casi più interessanti del panorama nazionale.
Lo scenario si inserisce in un contesto particolarmente favorevole per il turismo italiano. Tra luglio e agosto sono attese circa 171,8 milioni di presenze, oltre la metà delle quali provenienti dall’estero, mentre il primo trimestre del 2026 si è già chiuso con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. A cambiare, però, non sono soltanto i numeri, ma soprattutto le preferenze dei viaggiatori. Cresce la domanda di esperienze autentiche, di turismo lento, di percorsi naturalistici, di tradizioni locali e di prodotti tipici, elementi che rappresentano da sempre i punti di forza del Molise.
Secondo gli analisti, il successo delle aree interne è favorito anche dalle nuove modalità di prenotazione, sempre più concentrate nelle settimane immediatamente precedenti alla partenza, e dall’utilizzo delle piattaforme digitali e dei social network, che stanno contribuendo a far conoscere destinazioni finora rimaste ai margini dei grandi circuiti turistici. Il turista di oggi cerca spazi aperti, autenticità, sostenibilità, sagre di paese, prodotti enogastronomici e un contatto diretto con le comunità locali, caratteristiche che il territorio molisano è in grado di offrire in maniera naturale.
Per gli esperti, la sfida adesso è trasformare questa crescita in un’opportunità stabile di sviluppo. Il turismo dei borghi, infatti, non viene più considerato una nicchia, ma una delle principali direttrici lungo le quali si giocherà il futuro della competitività turistica italiana, con l’obiettivo di distribuire i flussi in modo più equilibrato, ridurre la pressione sulle grandi città e creare nuove occasioni di sviluppo economico nelle aree interne.
In questo scenario il Molise, da territorio spesso considerato marginale, potrebbe diventare uno dei protagonisti della nuova geografia del turismo nazionale. ppm





























