Francesco Potito è stato un esempio luminoso di quanto il talento familiare possa tramandarsi, migliorare e cambiare le sorti di una città, di un territorio. Fondato da suo padre Domenico nel 1951, il Centro radiologico di Campobasso era già punto di riferimento della sanità molisana quando lui dalla fine degli anni ’80 vi cominciò a svolgere la sua attività di radiologo (è stato fra l’altro a capo del gruppo regionale della società scientifica Sirm e fra i vertici nazionali) e poi a prenderne le redini. Sotto la sua direzione ha continuato a crescere all’insegna dell’innovazione tecnologica, dell’expertise, della multidisciplinarietà.
Il Centro è oggi una realtà universalmente apprezzata, anche oltre i confini molisani. Una realtà importante e non impattante. Francesco Potito ha scalato la sanità regionale con un passo sicuro ma discreto. Un uomo serio. Un uomo potente che ha saputo conservare gentilezza, sorriso e rispetto nel rapporto con gli altri. Sempre al suo posto, un posto che al Molise ha dato molto anche oltre la dimensione sanitaria. Con la Fondazione omonima ha puntato, anche insieme all’Università del Molise (nella cui rete il Centro è inserito come sede collegata della scuola di specializzazione di Radiodiagnostica), sulla ricerca, la formazione e sull’applicazione della radiologia oltre la medicina, per esempio nel campo dell’arte. Un percorso portato avanti con la moglie Jole Antinolfi, motore di molte attività “oltre la medicina” della struttura di via Conte Verde.
È perfettamente comprensibile, quindi, il cordoglio pesante, palpabile, che ha avvolto Campobasso ieri mattina quando si è diffusa la notizia che Francesco Potito si era addormentato per sempre. Avrebbe compiuto 66 anni a dicembre, da un anno combatteva un male infido che non gli ha lasciato scampo.
«È stato, per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e al di là delle tante prestigiose cariche ricoperte, un collega straordinario capace di coniugare la conoscenza all’umanità, l’eleganza alla disponibilità, l’imprenditorialità alla filantropia. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme e tutti noi perdiamo oggi un professionista e un uomo straordinari, una figura speciale», le parole del presidente dell’Ordine dei medici di Campobasso Pino De Gregorio che anche a nome dell’Omceo, ha espresso alla moglie Jole e alla figlia Benedetta il più profondo cordoglio.
Grande commozione all’Università. «Con la sua scomparsa perdiamo un amico caro e un professionista di indiscusso valore medico e scientifico, che ha sempre guardato con lungimiranza all’Ateneo, sostenendone con convinzione iniziative e progetti – il messaggio degli organi accademici di via de Sanctis – Capace come pochi di interpretare e anticipare i grandi cambiamenti e le innovazioni della medicina, ha contribuito a rendere la città di Campobasso e l’intera regione Molise un riferimento di eccellenza in ambito nazionale». Unimol ha poi ricordato le tante collaborazioni con la Fondazione Potito, «esempio virtuoso di dialogo tra ricerca, formazione e assistenza sanitaria, sempre sostenute dalla sua passione, dalla sua visione innovativa e dalle sue riconosciute qualità professionali e umane». Dal rettore Giuseppe Peter Vanoli, dal dg Valerio Barbieri e da tutta la comunità accademica è stata espressa sincera vicinanza alla madre Genoveffa, alla moglie e alla figlia. E a lui un ultimo saluto colmo di «gratitudine e affetto», con l’impegno a custodirne «ricordo, stima e il prezioso insegnamento umano e professionale».
Nel 2021, Francesco Potito fu insignito dell’onorificenza di Ufficiale della Repubblica. A consegnargliela, il sindaco della città, Roberto Gravina. «Un premio che celebrava non solo la sua competenza professionale – ha ricordato ieri il consigliere regionale 5s – ma il valore umano e sociale del suo lavoro, svolto sempre con dedizione e vicinanza ai pazienti. In questo momento di dolore, desidero esprimere il mio cordoglio più sincero alla famiglia e ai suoi cari. Campobasso ricorderà il dottor Potito come un medico esemplare e un cittadino che ha onorato la propria comunità».
I funerali sono in programma oggi, alle 16.30, in Cattedrale a Campobasso.
ritai

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