Un colpo simbolico ma decisivo per il completamento della nuova Fondo Valle Sangro. Con l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria naturale “San Sebastiano”, nel territorio di Gamberale, è stato raggiunto uno dei traguardi più importanti dell’intero intervento infrastrutturale che punta a rafforzare i collegamenti tra Abruzzo e Molise e a rendere più rapido l’accesso delle aree interne verso la costa adriatica.
La cerimonia, organizzata da Anas, ha celebrato il ricongiungimento dei fronti di scavo del tunnel lungo 2.465 metri, elemento centrale del nuovo tracciato della strada statale 652 “Fondo Valle Sangro”. Si tratta di un’opera che, nel suo complesso, supera i 200 milioni di euro di investimento e che dovrebbe essere completata nel secondo semestre del 2027.
All’evento hanno preso parte l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, gli assessori regionali abruzzesi Umberto D’Annuntiis e Tiziana Magnacca e i sindaci dei territori interessati dai lavori.
Per Marsilio l’abbattimento dell’ultimo diaframma rappresenta «un traguardo storico» atteso da generazioni di cittadini dell’area frentana. Il presidente della Regione Abruzzo ha evidenziato come il nuovo collegamento consentirà, una volta ultimato, di unire in poco più di 40 minuti le montagne dell’Alto Sangro con Fossacesia e la Costa dei Trabocchi, creando un asse strategico tra entroterra e litorale.
Marsilio ha inoltre sottolineato il lavoro svolto dalle imprese impegnate nel cantiere e il fatto che le attività di scavo si siano concluse senza incidenti gravi. «Questa galleria porta con sé tanto sudore, ma niente sangue, ed è una conquista di civiltà», ha affermato nel corso della cerimonia.
Sul fronte molisano, il presidente Francesco Roberti ha rimarcato il valore strategico dell’opera per l’Alto Molise e per l’intero sistema delle connessioni interregionali. «Le infrastrutture non sono soltanto opere pubbliche – ha dichiarato – ma strumenti di sviluppo e occasioni concrete per contrastare lo spopolamento delle aree interne. Questo collegamento renderà più accessibili le nostre comunità e rafforzerà il dialogo tra due regioni che condividono storia, economia e prospettive di crescita».
L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha definito la conclusione dello scavo «una pietra miliare» per il completamento dell’itinerario strategico di collegamento tra Tirreno e Adriatico. Secondo Gemme, la nuova infrastruttura contribuirà a rivoluzionare la mobilità interregionale e il trasporto delle merci, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e aumentando gli standard di sicurezza.
Il risultato assume un significato particolare anche alla luce delle difficoltà affrontate durante i lavori. Nel corso dello scavo, infatti, i tecnici si sono trovati di fronte all’imprevisto rinvenimento di sacche di gas naturale nel sottosuolo. La situazione ha imposto un lungo fermo operativo e una revisione delle modalità di avanzamento. Per riprendere le attività sono stati impiegati materiali e attrezzature speciali antideflagranti, accompagnati da rigorose procedure di monitoraggio ambientale.
Il lotto comprende un nuovo tracciato lungo circa 5,7 chilometri, cinque viadotti per complessivi 1.280 metri, opere di sostegno, consolidamenti e sistemi di drenaggio. Tra le strutture previste spicca un viadotto principale lungo circa 600 metri.
Durante la cerimonia non sono mancati riferimenti ad altre infrastrutture strategiche per l’area appenninica. Marsilio ha annunciato che, in accordo con ministero delle Infrastrutture e Anas, sono state definite tempistiche per la riapertura del Viadotto Sente tra Agnone e Castiglione Messer Marino, oltre al finanziamento per il completamento del Viadotto Barche e alla prosecuzione della progettazione per il potenziamento della Fondo Valle Trigno.
Con la conclusione dello scavo della galleria “San Sebastiano”, l’opera entra ora nella fase dedicata all’impiantistica e alle finiture. Un passaggio decisivo che avvicina il completamento di uno dei collegamenti più attesi dell’Appennino centrale, destinato a incidere sulla mobilità di cittadini, imprese e territori tra Abruzzo e Molise. ppm

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