Favorire un confronto qualificato su una delle questioni più rilevanti per il futuro del comparto edilizio, quella delle cosiddette “case green”. Con questo obiettivo, pienamente centrato vista la partecipazione qualificata, Confartigianato Molise ha organizzato un incontro sui contenuti della direttiva europea in materia.
Il tema interessa da vicino anche il Molise e qui il dialogo tra imprese, professionisti, istituzioni e università può contribuire a individuare strumenti e competenze utili ad affrontare le trasformazioni in corso. Ad aprire i lavori, alla Scuola edile Formedil Molise, Michele Coralbo, presidente di
Anaepa Confartigianato Imprese Molise. «In occasione della settimana dell’ecologia e della sostenibilità ambientale, insieme ad altri operatori del settore, abbiamo voluto organizzare questa giornata – ha spietato Coralbo – per sensibilizzare in primis le imprese, che noi rappresentiamo, e coinvolgere gli ordini professionali, ingegneri, architetti e geometri, per traghettarci in questo nuovo mondo. Entro il 2030, che è alle porte, dovremo ridurre del 16% le emissioni in atmosfera per quanto concerne l’utilizzo di combustibili per riscaldare e raffrescare le nostre abitazioni. Questa normativa ci porterà fino al 2050, quando le emissioni dovranno essere drasticamente ridotte. Il Molise in particolare è costituito da tanti centri storici, da un costruito ormai abbastanza datato, quindi questa può essere sicuramente un’opportunità per tecnici e architetti, ma sicuramente sarà anche un importante investimento economico che l’utilizzatore dovrà affrontare».
La sfida, per tutti, è pensare un nuovo modo di abitare e di vivere il territorio. E su questa sfida hanno dato il proprio contributo ideale e progettuale anche il presidente della Cassa Edile del Molise, Salatore Venditti, e il presidente di Formedil Massimiliano Del Busso. Si tratta, ha sottolineato Del Busso, di interventi che rappresenteranno «una piccola rivoluzione» e che cambieranno le case e le città in futuro. «C’è una precisa direttiva europea che impone di adeguare tutto il nostro sistema costruttivo, per cui tutti i privati cittadini saranno costretti a confrontarsi con questa normativa, quello che auspichiamo però è che l’Europa in qualche modo supporti la green economy, perché il cittadino da solo non potrà farsi carico di tutto».
Partner della riflessione comune, il sistema camerale. La sfida, ha evidenziato il presidente della Camera di commercio Paolo Spina, riguarda innanzitutto le imprese. Una sfida importante e costosa, considerando che per la maggior parte dei casi in Molise stiamo parlando di piccole e micro imprese. «Ma al di là di questo, se si investe anche in questo settore, sicuramente nel medio-lungo periodo ci sarà una crescita economica sia di in termini di fatturato sia in termini di utili da parte delle imprese – ha proseguito Spina – Sicuramente ci saranno aiuti per le famiglie e noi, come Camera di commercio, possiamo mettere a disposizione i nostri fondi, che non sono molti, delle imprese e o delle organizzazioni datoriali, per esempio per l’acquisto di software dedicato per l’impatto ambientale».
In Italia, si sta registrando un po’ di ritardo nell’attuazione della direttiva. Ma passi avanti sono stati già fatti con il sisma bonus, l’ecobonus. E la stessa direttiva, ha rimarcato il prof Antonio Sandoli dell’Unimol, rappresenta un ulteriore passo avanti. Molti i cambiamenti in atto, ancora le sue parole, «la ricerca sta facendo passi avanti da gigante da questo punto di vista, sia per i materiali sia per le impiantistiche, quindi nuove tecnologie e nuove soluzioni già sono in campo. Purtroppo manca il collegamento tra la ricerca e il recepimento vero e proprio sul territorio delle normative, ma su questo siamo abbastanza fiduciosi e devo anche aggiungere che comunque molti edifici hanno migliorato tantissimo le loro performance grazie agli incentivi». ppm

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