Dopo poche ore dal deposito del ricorso del Comune di Agnone contro la riconversione dell’ospedale “Caracciolo”, il Tar Molise, nella tarda mattinata di ieri, con decreto del presidente della prima sezione, ha accolto la domanda di misura interinale, sospendendo così l’esecutività di quanto previsto dal Piano operativo per la struttura ospedaliera alto molisana. Tutto fermo, tutto congelato, nessun paziente dovrà essere dimesso, almeno fino alla trattazione in Camera di Consiglio, prevista e fissata per il 15 luglio prossimo. Circa tre settimane di tempo per decidere, dunque, ma intanto il primo round va decisamente al Comune di Agnone e ai cittadini agnonesi. Per il momento, quindi, l’ospedale di Agnone continuerà a svolgere le sue funzioni e a mantenere lo status di presidio di area particolarmente disagiata, senza l’interruzione prevista e calendarizzata a partire dal primo luglio.
«Si tratta – ha commentato a caldo il sindaco, Daniele Saia – di un primo risultato incoraggiante, che voglio dedicare a tutte le persone che l’hanno sostenuto». Solo qualche ora prima, all’atto della presentazione del ricorso, il primo cittadino aveva dichiarato alla stampa: «Auspichiamo di ottenere una sospensiva che blocchi la riconversione prevista a fine mese. In ballo ci sono la salute e la sicurezza dei cittadini dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese, che meritano di vedere riconosciuti i loro diritti garantiti dalla Costituzione».
Detto, fatto, perché il Tar ha accolto il ricorso e bloccato la mannaia che si stava per abbattere sul “Caracciolo”, quella brandita dai commissari ad acta Bonamico e Di Giacomo. Nella mattina di ieri Saia ha guidato una delegazione davanti alla sede del Tribunale regionale amministrativo a Campobasso, in occasione della formalizzazione e presentazione del ricorso contro il Piano operativo sanitario in particolare riferimento al declassamento dell’ospedale cittadino. L’azione legale insiste sul mantenimento dello status di presidio di area particolarmente disagiata, quello previsto dal decreto Balduzzi, in aperta contrarietà al disegno di trasformazione in un cosiddetto “ospedale di comunità” stabilito dal nuovo Programma operativo. A tale riguardo, nei giorni scorsi, in un nostro articolo abbiamo fatto un po’ di confusione tra “casa di comunità” e “ospedale di comunità”; si tratta di due cose evidentemente diverse e per il “Caracciolo” è prevista la trasformazione in ospedale di comunità appunto, ci scusiamo con i lettori per la svista.
Tornando alla cronaca campobassana, ad accompagnare fisicamente e moralmente il deposito degli atti presso il Tar, un gruppo di cittadini e amministratori, anche della minoranza in Consiglio comunale, che si è recato davanti al tribunale amministrativo. A guidarli ovviamente il sindaco Daniele Saia, insieme ad assessori, Enrica Sciullo, e consiglieri agnonesi, in testa il delegato alla sanità Di Nucci, ma anche semplici cittadini. Era presente anche il presidente Anci Molise, Gianfranco Paolucci. Il ricorso, sostenuto da 53 Comuni del territorio attraverso apposite deliberazioni passate in Giunta, è stato seguito e scritto dagli avvocati Stanislao Chimenti e Sara Fiorucci, dello studio legale Delfino e Associati – Willkie Farr & Gallagher LLP di Roma. Si tratta ora di attendere le decisioni dei giudici amministrativi che dovranno decidere nel merito il prossimo 15 luglio, ma intanto la sospensiva c’è stata e i commissari non potranno muovere un dito per smantellare il “Caracciolo”. Una prima vittoria legale che fa ben sperare per l’immediato futuro. «Ringrazio – ha aggiunto il primo cittadino Saia – tutte le persone che hanno partecipato alla manifestazione di venerdì ad Agnone e all’incontro davanti al Tar. Sono stati momenti preziosi di unione. Ci auguriamo che questa prima decisione del Tar possa aprire la strada a un dialogo con tutti gli attori istituzionali per ulteriori approfondimenti. L’obiettivo – ha chiuso – è superare il disegno di riconversione, che per noi resta inaccettabile, e trovare reali soluzioni alle attuali debolezze». fb

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