Scontro sempre più acceso tra i sindacati e la multinazionale statunitense Kes che ha annunciato più di un mese fa la chiusura dello stabilimento di Vinchiaturo e il licenziamento di 27 dipendenti nella fabbrica molisana.
A questi si aggiungono una sessantina di lavoratori del sito di Aprilia, nel Lazio, e una decina a Vimercate, nel Milanese.
La riunione di venerdì si è conclusa con una “fumata nera”. Presenti al confronto, in remoto, i vertici aziendali in videocollegamento da Latina, le rappresentanti dei lavoratori dei siti produttivi di Vinchiaturo e Aprilia e quelli della sede lombarda. Al tavolo anche i rappresentanti nazionali dei sindacati.
Nel corso dell’incontro la multinazionale ha confermato la volontà di chiudere gli stabilimenti italiani e al contempo ha lanciato la proposta di diminuire del 15% gli esuberi annunciati dei 99 lavoratori e formalizzando la disponibilità ad un incentivo all’esodo.
La proposta è stata respinta senza mezzi termini. «La diminuzione dei licenziamenti è minima: per lo stabilimento di Vinchiaturo parliamo di una o due unità lavorative», spiegano a Teleregione alcuni rappresentanti dei lavoratori molisani che non nascondono i timori sul proprio futuro.
Un passaggio cruciale ci sarà il prossimo 22 luglio, quando la vertenza Kes arriverà sul tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Al confronto parteciperà anche la Regione Molise. I lavoratori sperano che si possa trovare una soluzione, magari grazie all’intervento di Palazzo Vitale o dello stesso Ministero.
Lo stabilimento di Vinchiaturo, attivo da trentacinque anni e specializzato nella produzione di componenti per impianti chimici, petrolchimici e di raffinazione, è destinato, secondo il piano presentato dall’azienda, alla chiusura definitiva dalla metà di agosto.

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