Tra partenze cariche di emozione, valigie piene di aspettative e ritorni segnati dalla crescita personale, il progetto Erasmus+ “YouRope” dell’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” continua a lasciare un segno profondo negli studenti che lo vivono. Non semplici viaggi scolastici, ma esperienze autentiche capaci di trasformarsi in occasioni concrete di autonomia, maturazione e apertura verso il mondo.
Negli ultimi anni la scuola guidata dal dirigente scolastico Giuseppe Natilli ha costruito una rete educativa europea, portando decine di studenti a vivere mobilità internazionali in Austria, Spagna, Malta, Irlanda, Finlandia e in altri Paesi partner. Un percorso che rappresenta oggi uno dei tratti distintivi dell’identità educativa della Petrone e che trova il suo significato più autentico proprio nelle parole dei ragazzi.
C’è chi è partito con la paura di non riuscire a comunicare in inglese, chi temeva di sentirsi fuori posto e chi non aveva mai preso un aereo. Ma tutti, al ritorno, sembrano condividere la stessa consapevolezza: qualcosa dentro di loro è cambiato.
Viola Sanginario, dopo la mobilità in Austria, racconta una scuola “diversa ma incredibilmente accogliente”, capace di sorprenderla per il forte approccio laboratoriale e il coinvolgimento attivo degli studenti. Un’esperienza che le ha permesso di acquisire maggiore sicurezza personale e, allo stesso tempo, di riscoprire il valore identitario della stessa Petrone, con il latino, il Certamen e il suo particolare modo di vivere la scuola.
Per Sofia Ciccarelli, invece, la mobilità in Spagna ha rappresentato soprattutto la scoperta della libertà e del desiderio di conoscere il mondo. Dal primo viaggio in aereo alla paura iniziale di non riuscire a farsi capire, fino alla graduale conquista di una nuova fiducia in sé stessa. «Ho capito che voglio continuare a viaggiare», racconta.
Anche Lorenzo Ciafardini definisce Malta un’esperienza “grandiosa”, soprattutto per il valore umano delle relazioni costruite. Tra attività laboratoriali, lavoro di squadra e clima internazionale, il viaggio gli ha insegnato a conoscere meglio sé stesso e a confrontarsi con nuove realtà.
Dello stesso avviso Paolo De Michele, che descrive la mobilità come una sfida alla propria comfort zone. «All’inizio hai paura di non essere capito», spiega, «poi scopri che certi limiti si possono superare». Fondamentali, per lui, l’accoglienza ricevuta e i rapporti costruiti con gli studenti stranieri.
Francesco Vendemiati sottolinea invece il valore della condivisione: dai momenti trascorsi con i compagni alle attività sportive, fino al rapporto diverso instaurato con docenti e dirigente scolastico, vissuti in un contesto più informale e vicino agli studenti. Un’esperienza che richiede autonomia e spirito di adattamento.
Le parole di Gabriella Palange raccontano il superamento delle insicurezze iniziali, soprattutto legate alla comunicazione e all’inserimento in un nuovo ambiente scolastico. «Mi sono sentita più sicura di me», racconta, ricordando soprattutto i momenti di gruppo e condivisione.
Infine Nicola Resta descrive Malta come un’esperienza che gli ha insegnato a non partire mai con pregiudizi. La convivenza con i compagni e il confronto quotidiano con una realtà diversa hanno rafforzato sicurezza personale e capacità comunicative. «Mi sento cresciuto», afferma.
Le testimonianze degli studenti restituiscono il volto più autentico di “YouRope”: un progetto che supera il concetto di viaggio studio e diventa esperienza di vita. Perché, dietro ogni mobilità internazionale, non c’è solo una destinazione geografica, ma un percorso di crescita personale che lascia tracce profonde.























