Continuano ad emergere nuovi tasselli nell’inchiesta sul duplice avvelenamento di Pietracatella che, tra il 27 e il 28 dicembre scorso, è costato la vita ad Antonella Di Ielsi, 50 anni, e alla figlia Sara Di Vita, 15 anni, decedute all’ospedale Cardarelli di Campobasso dopo avere ingerito ricina.
Negli ambienti investigativi il riserbo resta assoluto, ma da fonti qualificate trapela che negli ultimi giorni sarebbero emersi ulteriori elementi ritenuti di interesse dagli inquirenti. Il riferimento, con ogni probabilità, è ancora una volta all’enorme mole di dati estratti dai dispositivi elettronici sequestrati dagli specialisti dello Sco e attualmente al vaglio della Squadra Mobile di Campobasso guidata dal dirigente Marco Graziano.
Si tratta di migliaia di conversazioni, messaggi e contenuti digitali che gli investigatori stanno progressivamente incrociando con le dichiarazioni rese nei mesi scorsi da parenti, amici e conoscenti della famiglia Di Vita. Un lavoro particolarmente complesso, anche perché per alcuni telefoni l’analisi starebbe riguardando conversazioni risalenti a diversi anni fa fino a scambi ‘epistolari’ avvenuti a ridosso dei decessi.
Proprio dall’esame delle chat sarebbero già emerse discrasie tra quanto riferito da testimoni e quanto invece documentato nei dispositivi sequestrati. Circostanza che nei giorni scorsi ha portato alla denuncia per favoreggiamento di una donna molto vicina ad Antonella Di Ielsi, accusata di non avere riferito agli investigatori alcune informazioni che, secondo l’ipotesi accusatoria, conosceva e che riguardavano rapporti e dinamiche interne al nucleo familiare. La difesa dell’amica dei Di Vita è stata assunta dal noto penalista di Campobasso Mariano Prencipe, che prima di pronunciarsi sul caso, attende le decisioni della magistratura.
L’attività di analisi informatica prosegue senza sosta e, secondo quanto si apprende, potrebbe influenzare anche il calendario delle prossime audizioni considerate più delicate.
Tra queste continua ad occupare un posto centrale quella di Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, già ascoltata più volte negli uffici della Questura di Campobasso e ritenuta dagli investigatori una persona in grado di fornire ulteriori elementi utili alla ricostruzione del contesto nel quale è maturata la tragedia.
Contrariamente a quanto ipotizzato nei giorni scorsi, però, la nuova convocazione della donna non sarebbe imminente. Fonti accreditate riferiscono infatti che la Squadra Mobile intenderebbe attendere il completamento dell’estrazione e dell’analisi dei dati contenuti nei dispositivi sequestrati nell’abitazione di via Risorgimento e nel telefono in uso ad Alice Di Vita, sorella maggiore di Sara, prima di procedere a un nuovo approfondimento investigativo con la donna.
Laura Di Vita, come noto, ha ospitato per alcune settimane Gianni Di Vita e la figlia Alice dopo il dramma che ha sconvolto la famiglia.
Proprio martedì, intanto, Gianni Di Vita ha compiuto gli anni. Un compleanno inevitabilmente diverso da tutti gli altri, vissuto a quasi sei mesi dalla morte della moglie e della figlia minore e mentre continua l’attesa per conoscere la verità giudiziaria su quanto accaduto.
Nella stessa giornata Laura Di Vita è stata notata da diverse persone in una pizzeria del capoluogo mentre acquistava un vassoio di pizza. Alcuni cronisti presenti sul posto hanno tentato di avvicinarla per rivolgerle qualche domanda sull’inchiesta, ma la donna ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Sul motivo della sua presenza nel locale (forse comprava pizza per far trascorrere qualche ora in un’atmosfera diversa al cugino Gianni?) non esistono conferme ufficiali e qualsiasi ricostruzione resta al momento confinata nel campo delle ipotesi.
Nel frattempo prosegue il viavai di persone convocate negli uffici della Squadra Mobile, mentre si avvicinano due passaggi ritenuti fondamentali dagli investigatori.
Il primo riguarda il nuovo sopralluogo della Polizia Scientifica nell’abitazione di Pietracatella, ancora sotto sequestro, finalizzato alla ricerca di eventuali tracce residue della tossina.
Il secondo è atteso entro la fine del mese e riguarda il deposito delle relazioni autoptiche affidate al medico legale Benedetta Pia De Luca. Un elaborato particolarmente atteso dalla Procura di Larino perché destinato a fornire ulteriori elementi tecnico-scientifici sulla dinamica che ha portato alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
Mentre l’analisi dei telefoni continua a restituire nuovi spunti investigativi e gli specialisti dello Sco proseguono il loro lavoro di comparazione tra dati digitali e testimonianze, il giallo di Pietracatella resta ancora senza una risposta definitiva. Ma la sensazione, condivisa da chi segue da vicino l’inchiesta, è che una parte importante della verità possa nascondersi proprio all’interno di quelle conversazioni conservate per anni negli smartphone della famiglia. l.c.





























