L’arrivo di Laura Di Vita in Questura, venerdì mattina, ha sorpreso anche chi da mesi segue con continuità le attività della Squadra Mobile. La cugina di Gianni Di Vita era già stata ascoltata almeno tre volte nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara. Non si può escludere che in altre occasioni sia entrata negli uffici di via Tiberio senza essere intercettata dai cronisti. In alcuni casi, anche per tutelare la riservatezza delle attività investigative, gli uomini diretti da Marco Graziano hanno utilizzato accessi diversi da quello principale.
Quella di venerdì è dunque almeno la quarta audizione della donna. Un dato che conferma l’attenzione degli investigatori su un ristretto gruppo di persone legate, per ragioni diverse, a Gianni Di Vita: lo stesso ex sindaco, Laura, l’amica di vecchia data Monia e il marito di quest’ultima.
Nessuno dei quattro risulta indagato nell’inchiesta per duplice omicidio volontario aggravato dall’uso del mezzo venefico. E la reiterazione delle audizioni, da sola, non consente di attribuire responsabilità o di sostenere che qualcuno abbia mentito. Indica però che gli investigatori ritengono le loro conoscenze e i loro rapporti potenzialmente rilevanti per ricostruire quanto accaduto prima della morte di Antonella e Sara e per verificare le informazioni raccolte nel corso dei mesi.
Laura Di Vita non è soltanto una cugina dell’ex sindaco. In passato, quando Gianni amministrava Pietracatella, ha diretto la Pro loco e ha avuto un ruolo di primo piano nell’organizzazione del Premio De André. Ma soprattutto tra i due esiste un rapporto stretto. Dopo i decessi e il sequestro dell’abitazione di via Risorgimento disposto dalla Procura, Gianni e la figlia Alice si trasferirono proprio a casa di Laura. Vi rimasero per alcuni mesi, prima del successivo trasferimento a Campobasso.
Diverso, secondo fonti del paese, sarebbe stato il rapporto tra Laura e Antonella, descritto come meno stretto. Anche questo è uno dei tanti elementi che gli investigatori stanno inserendo nella ricostruzione della rete di rapporti familiari, personali e amicali che circondava la famiglia Di Vita.
Il contenuto dell’audizione di venerdì resta coperto dal riserbo investigativo. Come restano riservati gli oltre 200 verbali delle sommarie informazioni testimoniali raccolte dall’inizio delle indagini. È quindi impossibile sapere quali domande siano state rivolte a Laura e quali risposte abbia fornito.
Un dato, tuttavia, emerge dalla sequenza delle attività: Gianni, Laura, Monia e il marito di quest’ultima sono stati sentiti più volte e, secondo quanto trapela, potrebbero essere nuovamente convocati. Le reiterate audizioni possono essere legate alla necessità di verificare precedenti dichiarazioni, approfondire eventuali incongruenze o chiedere chiarimenti alla luce di elementi acquisiti successivamente. È il metodo seguito dalla Mobile in un’inchiesta nella quale ogni nuova informazione viene confrontata con quanto già verbalizzato e con il materiale raccolto attraverso dispositivi, documenti e accertamenti tecnici.
È soprattutto sui rapporti personali che continua a concentrarsi una parte rilevante dell’attività investigativa. Legami familiari, amicizie e relazioni sentimentali vengono ricostruiti e incrociati nel tentativo di individuare un movente e comprendere chi potesse avere interesse a colpire. Resta aperto anche un altro interrogativo: stabilire chi fosse realmente il destinatario dell’azione che ha provocato la morte di Antonella e Sara e se l’obiettivo potesse essere uno o più componenti della famiglia.
La Procura di Larino procede contro ignoti per duplice omicidio volontario aggravato dall’impiego del mezzo venefico. Un’inchiesta complessa, nella quale gli investigatori hanno dovuto verificare nel corso dei mesi dichiarazioni non sempre coincidenti e ricostruzioni che hanno richiesto ulteriori approfondimenti. Sullo sfondo restano inoltre gli accertamenti scientifici affidati al Robert Koch Institut di Berlino, i cui risultati completi non sono ancora stati depositati.
L’attività della Mobile, intanto, non si ferma. Anche ieri, sabato, gli uomini di Graziano hanno ascoltato altri testimoni. Non persone tra quelle maggiormente note nell’inchiesta, ma soggetti ritenuti comunque in possesso di informazioni utili a completare altre parti della ricostruzione.
Poi sarà nuovamente il turno dei nomi che ricorrono con maggiore frequenza nei verbali e nelle attività degli ultimi mesi. Gianni Di Vita, Laura, Monia e il marito potrebbero tornare in Questura presto, forse già all’inizio della settimana. Non esiste, almeno all’esterno, un calendario conoscibile delle convocazioni. Se una programmazione c’è, resta necessariamente riservata.
Ed è proprio attorno al ristretto perimetro di rapporti che gli investigatori continuano a lavorare: non perché, allo stato, siano emersi elementi di responsabilità a carico dei quattro, ma perché dalle loro conoscenze, dai loro rapporti e dal confronto tra le rispettive dichiarazioni potrebbero arrivare tasselli utili a ricostruire ciò che accadde a Pietracatella nei giorni che precedettero la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. lu_co

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