FRANCO DE SANTIS

Un Matt Rizzetta sereno, come non si vedeva da qualche mese a questa parte, e soprattutto chiaro e onesto nell’esporre tutti i punti salienti di questi ultimi mesi e caldi dal punto di vista dell’ambiente. Dallo stadio alla possibile multiproprietà fino agli scenari eventuali in caso di acquisizione della Reggina, oltre agli aspetti legati allo staff tecnico e agli obiettivi di medio e lungo periodo. In sintesi, il presidente ha detto che in caso di incompatibilità tra piazze della stessa categoria, gli scenari possibili sarebbero tre: «Che io resti presidente in tutto e per tutto del Campobasso. Oppure che resti in una veste di consulenza, per così dire, e una terza via che prevedrebbe invece la cessione da parte mia a una persona di fiducia, già individuata, in grado di mantenere gli impegni del nostro progetto. Non ho mai fatto fallire alcuna società». A cosa sono legati questi scenari? «Al coinvolgimento del tessuto imprenditoriale presente in Molise, che vorrei molto più sensibile nei nostri confronti, e parlo delle grandi aziende che hanno ricavi altisonanti, e alla maggiore presenza del pubblico allo stadio, e non parlo dello zoccolo duro ma ai tanti molisani che non ancora vedono questa squadra come quella dell’intera regione, per un fatto campanilistico che secondo me non ha più alcun senso». Al tempo stesso, Rizzetta ha aggiunto che «il nostro progetto resta ambizioso e punta al raggiungimento della categoria superiore nel prossimo biennio, il mio impegno a Campobasso è assoluto. Di ufficiale, d’altro, non c’è nulla. Posso dire che nel caso in cui dovessimo arrivare a un eventuale conflitto per eventuale multiproprietà a quel punto abbiamo già pre-sistemato delle soluzioni. In ogni caso, la società sarebbe in mani sicure, ribadisco, di imprenditori che magari potranno anche fare un salto di qualità. In questo momento, però, non ci sono cambiamenti: terremo l’ossatura di una rosa che è già importante e si è piazzata al quarto posto, puntiamo ad arrivare nei primi posti in classifica».
Sullo staff tecnico: «Sotto la guida del direttore sportivo Figliomeni individueremo un mister che sarà in grado di continuare questo percorso e magari di migliorare la posizione acquisita quest’anno». Sui nomi il presidente non si sbilancia: «La cosa che mi è piaciuta dell’anno scorso è che abbiamo trovato, e parlo di mister Zauri e del ds Figliomeni, uomini sempre in sintonia con i nostri valori, con le nostre ambizioni e la nostra passione e voglia di vincere. Infatti dopo un risultato negativo notavo la stessa delusione in tutti, ma il martedì eravamo al lavoro insieme. Bisogna trovare qualcuno che abbia questi valori». I nomi caldi per la panchina restano quelli di Alessandro Bruno, Devis Mangia e Marco Turati.
D’obbligo il passaggio sul finanziamento della Regione a favore dello stadio: 7,2 milioni, comprendendo la compartecipazione del Comune. «Lo stadio, l’ho sempre detto, deve diventare un gioiellino per una piazza che merita grandi palcoscenici. Ringrazio il presidente Roberti e il Comune di Campobasso. Credo che oltre che una solidità economica abbia dimostrato di meritare fiducia per quanto fatto in questi anni. Le istituzioni hanno visto nella squadra di calcio un veicolo che può cambiare il destino di un popolo che merita il mondo».

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