Resta alta l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sul caso Ercolini. Francesca Ercolini (la foto a corredo dell’articolo è di Rainews) fu trovata morta il 26 dicembre del 2022 nella sua casa di Pesaro.
All’inizio trattato come suicidio, sul suo decesso ora si indaga anche per omicidio. La svolta nell’inchiesta grazie alla tenacia della madre della giudice molisana, Carmela Fusco. Molto conosciuta e stimata in regione, la signora Carmela è la sorella della compianta Angela Fusco, assessore regionale e presidente del Consiglio, e ha ricoperto a lungo il ruolo di segretario della Camera di commercio di Campobasso. Da sempre convinta che la figlia non si sia tolta la vita in modo così inspiegabile, Carmela ha chiesto di accertare la verità. Nessuna caccia alle streghe, nessuna volontà di trovare un colpevole a tutti i costi. Ma la richiesta, legittima, di comprendere cosa sia davvero accaduto quel giorno di Santo Stefano, nella casa di viale Zara. A rappresentarla è l’avvocato Giuseppe Lattanzio, del foro di Campobasso, che ha depositato presso la Procura dell’Aquila un esposto corredato da una corposa consulenza medico-legale, redatta da un team guidato dal chirurgo forense Claudio Luciani.
Sotto la lente degli investigatori, in particolare degli esperti del Ris, c’è il foulard (a cui manca un pezzo), che fu trovato intorno al collo di Francesca ma anche le lesioni sulle sue mani, che sembrano indicare che si difese da un’aggressione, e una macchia di sangue sul muro dell’abitazione. Il 27 giugno i Carabinieri del reparto scientifico sono tornati nella casa di Pesaro, portando via alcuni oggetti dopo il nuovo sopralluogo e la simulazione della scena con un manichino. Il 2 luglio hanno eseguito accertamenti irripetibili sullo scialle.
Sono sei le persone indagate a vario titolo, tra cui il marito della giudice, accusato di omicidio insieme a ex un funzionario di polizia. Si procede, inoltre, anche per maltrattamenti e istigazione al suicidio, mentre in un altro filone sono contestati depistaggio, violazione del segreto istruttorio, falsa perizia e omissione d’atti d’ufficio. La prossima tappa importante è l’udienza dell’incidente probatorio il 22 settembre all’Aquila.
Intanto cresce la solidarietà. L’avvocato Vincenzo Iacovino l’ha manifestata pubblicamente sui social alla madre della magistrata «che sta sostenendo una battaglia contro magistrati e inquirenti che hanno ritenuto un suicidio un omicidio evidente. Un forte abbraccio alla madre Carmela. Ora – le parole del legale campobassano – non è più sola. Siamo in tanti che non abbiamo mai creduto al suicidio di Francesca e pronti ad intervenire in questa vergognosa vicenda in cui è d’obbligo riportate verità e luce. Lo dobbiamo ad un giudice onesto, lo dobbiamo a Francesca e a sua madre. Lo dobbiamo ad una magistratura sana». ppm





























