Nei giorni scorsi l’utilizzo dell’Out Park di Villa de Capoa è finito al centro dell’attenzione politica dei consiglieri comunali di minoranza Domenico Esposito e Salvatore Colagiovanni. Gli esponenti di Forza Italia e Popolari per l’Italia hanno infatti annunciato la presentazione di un’interrogazione rivolta alla sindaca di Campobasso, Marialuisa Forte, per ottenere chiarimenti sulle modalità di utilizzo dello spazio pubblico. Tre i punti salienti dell’interrogazione: trasparenza nelle collaborazioni, finalità e compatibilità, rendicontazione.
Lino Iamele, presidente della Cooperativa Sociale Sirio, ha ritenuto necessario fare chiarezza rispondendo ai due consiglieri comunali. «Mi permetto di rispondere direttamente alle loro domande, con spirito costruttivo e senza alcuna polemica, semplicemente per evitare inutili perdite di tempo a tutti e perché ritengo che i cittadini abbiano il diritto di essere informati in maniera completa e trasparente. Prima di rispondere al quesito posto dai consiglieri, è però necessario ricordare alcuni elementi che forse non sono noti a tutti – ha sottolineato il presidente della Cooperativa Sociale Sirio -. L’Out Park nasce da una convenzione sottoscritta con il Comune di Campobasso che affida a Sirio Società Cooperativa Sociale e all’APS Valori In Corso la co-gestione del Parco Giochi Inclusivo Paul Harris per la durata di nove anni, con finalità sociali, inclusive e di valorizzazione del bene pubblico. Nell’ambito di questa convenzione, Sirio si è assunta un impegno concreto e significativo: realizzare, interamente a proprie spese, un punto di ristoro del valore di circa 100.000 euro, destinato a sostenere economicamente il progetto. Al termine della concessione tale struttura resterà di proprietà del Comune di Campobasso, rappresentando quindi un patrimonio pubblico acquisito senza alcun costo per l’Ente – ha proseguito Lino Iamele -. La convenzione prevede inoltre che il punto di ristoro sia finalizzato all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e all’autofinanziamento delle attività del parco. I proventi derivanti dalla gestione del punto ristoro non rappresentano un’attività commerciale fine a sé stessa. Servono a garantire la sostenibilità del progetto: manutenzione ordinaria e straordinaria dei giochi, cura dell’area verde, organizzazione delle attività, copertura delle utenze e, soprattutto, opportunità di lavoro per persone con disabilità, nel pieno rispetto delle finalità sociali previste dalla convenzione. Vengo quindi alla domanda posta dai consiglieri. La risposta è sì. L’Out Park è un progetto di inclusione aperto alla città e, proprio per questo, è aperto anche alla collaborazione con soggetti privati che desiderino organizzare iniziative compatibili con le finalità del parco. La stessa convenzione prevede la possibilità di utilizzare l’area per eventi e manifestazioni, previa autorizzazione del gestore e nel rispetto delle eventuali autorizzazioni comunali e dei regolamenti vigenti. Ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta di collaborazione alla quale sia stata negata risposta o che sia stata respinta. Chiunque abbia proposto iniziative compatibili con il progetto ha sempre trovato disponibilità al dialogo. L’Out Park non appartiene a Sirio, né a Valori in Corso. Appartiene alla comunità. Il nostro compito è farlo vivere, renderlo sostenibile e trasformarlo in un luogo capace di creare inclusione, lavoro, relazioni e occasioni di incontro. Se commercianti, associazioni, imprese o cittadini hanno idee, proposte o iniziative coerenti con questo spirito, le porte sono aperte. Lino Iamele, presidente della Cooperativa Sociale Sirio».
Non si è fatta attendere la risposta del consigliere di FI Domenico Esposito, che ha anticipato il contenuto dell’interrogazione. «Gentile Presidente Iamele, apprezzo la sua risposta e lo spirito con cui è stata scritta.
Proprio perché condividiamo l’obiettivo di tutelare e far vivere l’Out Park, bene pubblico della città, insieme al collega Salvatore Colagiovanni abbiamo deciso di presentare un’interrogazione. Il nostro obiettivo non è fare polemica, ma fare chiarezza su alcuni punti che il regolamento di concessione pone e che molti cittadini ci stanno chiedendo. Trasparenza nelle collaborazioni: la convenzione prevede la possibilità di eventi privati. Bene. Chiediamo però che esista un albo/avviso pubblico delle richieste e delle concessioni d’uso, così chiunque possa proporre iniziative alla pari, senza che si pensi a “porte girevoli”. Finalità e compatibilità: condividiamo in pieno che i proventi servano all’inclusione e alla manutenzione. Chiediamo solo che venga chiarito con il Comune quali tipologie di eventi privati sono compatibili e quali no, per evitare distorsioni rispetto alla natura di “Parco Giochi Inclusivo”. Rendicontazione: visto l’investimento importante di 100.000€ e la finalità sociale, sarebbe utile che ogni anno venisse presentata al Comune e ai cittadini una relazione su attività svolte, manutenzioni e inserimenti lavorativi realizzati. L’Out Park è di tutti. E proprio per questo è giusto che le regole siano chiare per tutti. Resto a disposizione per un confronto in Commissione o direttamente in sede, per aiutare a far crescere questo progetto nel rispetto della convenzione e nell’interesse della comunità».

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