Una mozione in Consiglio regionale per chiedere alla giunta di attivarsi per accelerare i lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria Roccaravindola – Isernia – Campobasso e anticipare la messa in esercizio della linea rispetto alla data attualmente prevista, che è il 2028.
L’hanno presentata gli esponenti del campo progressista che l’hanno illustrata ieri mattina nella Sala della Biblioteca di Palazzo D’Aimmo. All’incontro con la stampa, il primo firmatario Roberto Gravina (5s), la collega del Pd Alessandra Salvatore, la sindaca del capoluogo Marialuisa Forte insieme ai rappresentanti di Verdi, Sinistra Italiana, Partito Socialista Italiano e Italia Viva. La mozione è sottoscritta anche da Angelo Primiani (5s), Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli (Pd).
«I tempi per portare l’elettrificazione fino alla stazione di Campobasso sembrano ormai interminabili, e i costi continuano a lievitare. Noi lo avevamo anticipato. Stiamo seguendo questa vicenda sia a livello parlamentare che regionale da oltre un anno e mezzo e quello che emerge è tutt’altro che incoraggiante», ha dichiarato Gravina. «Avevamo già rilevato la lentezza nell’esecuzione e gli errori progettuali, errori ammessi nelle stesse dichiarazioni rese da Rfi. Stiamo parlando del crollo di una galleria e dell’inizio di crollo di una seconda nella zona di Vinchiaturo: fatti gravissimi, che hanno pesato sull’intero iter e che non sono in alcun modo addebitabili a questa forza politica né al territorio».
Rete ferroviaria italiana ha di recente prorogato i termini della gara per l’adeguamento delle gallerie della tratta Baranello – Campobasso, facendo slittare di oltre un mese la fase di aggiudicazione. I fondi Pnrr destinati all’intervento, pari a circa 210 milioni di euro, sono soggetti al termine perentorio del 30 giugno 2026 per l’impegno delle risorse. «Stando alle dichiarazioni di Rfi, la messa in esercizio non è prevista prima della fine del 2028. Ma chi ha un minimo di esperienza nei lavori pubblici sa bene che “fine 2028” significa probabilmente fine 2029. Un anno in più che il Molise non può permettersi», ha aggiunto Gravina.
Il documento contiene anche una proposta tecnica. «Abbiamo verificato carta alla mano che un’accelerazione è possibile, e i dati sono rinvenibili direttamente dal sito di Rfi. Il disciplinare di gara lo prevede espressamente a pagina 11: ci sono le condizioni tecniche ed economiche per richiedere al vincitore della gara un programma di lavori accelerato, anche mediante un maggiore impiego di forza lavoro. Le risorse ci sono: stiamo parlando di un lotto del valore di 42,5 milioni di euro, con oltre 13 milioni disponibili tra le economie, destinati proprio a fasi di accelerazione o modifica dell’appalto, senza alcuna incidenza sulla regolarità giuridica dell’aggiudicazione. Ci aspettiamo che non appena l’impresa aggiudicataria firmerà il contratto, questa richiesta venga avanzata formalmente».
Con la mozione, il Consiglio impegna il presidente Roberti e l’assessore Marone (che è anche consigliere del ministro Salvini per le infrastrutture) su sei fronti: ottenere da Rfi e dal ministero delle Infrastrutture l’adozione di un programma di accelerazione subito dopo l’aggiudicazione; formalizzare in impegni vincolanti la disponibilità dell’Ad di Rfi a ridurre i tempi, con consegna della tratta fino a Campobasso entro il 2027; tutelare la posizione della Regione sui maggiori oneri del contratto di servizio con Trenitalia, imputabili a Rfi; garantire un monitoraggio trimestrale in sede consiliare; convocare entro trenta giorni un incontro con i vertici nazionali di Rfi aperto ai rappresentanti dell’Assise.
La capogruppo del Pd Salvatore ha inquadrato la questione nella sua dimensione più ampia. «Isolare le aree interne del Molise e il suo capoluogo significa creare un danno all’intera regione. Siamo isolati sotto ogni punto di vista, e il Medio Molise paga un prezzo altissimo», ha sottolineato. «Su questo siamo tornati più volte, sia a livello parlamentare, con il lavoro dei colleghi del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, che sul territorio, ragionando direttamente con le persone. In poche ore abbiamo raccolto oltre 3.000 firme: è un problema sentito, reale, trasversale. Se non riceveremo risposte concrete, torneremo a coinvolgere i cittadini e le cittadine molisane».
Quindi ha puntato il dito: «È mancato il controllo sull’attività di cantiere, è mancato il controllo su tutto quello che è stato preliminare all’attivazione della gara d’appalto. Le risorse per accelerare ci sono, la possibilità tecnica c’è, e un’accelerazione era stata anche anticipata verbalmente. Ma come sempre non troviamo riscontro nella documentazione anzi, gli atti ci dicono il contrario».
E ha concluso: «Dal Consiglio regionale possiamo fare attività di pungolo, di controllo, di sollecito, di denuncia. Ma se non c’è l’attivazione di chi governa la regione — del presidente, di chi ha la delega su questi temi – perché il governo nazionale e Rfi dovrebbero muoversi? Deve arrivare un segnale chiaro e forte da parte loro. Questo è quello che manca».
Gravina ha richiamato l’attenzione anche sulla linea Campobasso – Termoli, chiusa da anni a causa di una frana, e sulle prospettive aperte dalla deroga al patto di stabilità europeo. «La deroga impatta direttamente sulle risorse disponibili per investimenti infrastrutturali, inclusa l’elettrificazione ferroviaria. Sarebbe un errore non cogliere questa opportunità. Parliamo di una regione che oggi vive problemi seri anche sulla tratta Campobasso – Roma, e che ha una linea verso il mare completamente ferma da anni. È oggettivamente inaccettabile».
Con opportune modifiche al tracciato e una migliore organizzazione delle corse, un collegamento rapido su Termoli è realizzabile e porterebbe benefici concreti anche al trasporto su gomma, alleggerendo i costi che oggi gravano in modo significativo sul bilancio regionale. «Le risorse ci sono, gli strumenti giuridici ci sono, la disponibilità di Rfi è stata dichiarata. Quello che è mancato finora è la volontà politica della giunta di farsi sentire davvero. È doveroso avere maggiore attenzione per questo territorio» ha concluso Gravina.





























