Torna sotto i riflettori nazionali la vicenda dei terreni in località “Ria”, a Roio del Sangro, nel confinante Chietino, dopo il servizio “Guadagnare sfruttando i terreni degli altri”, trasmesso da “Le Iene” nei giorni scorsi e realizzato dall’inviato Matteo Viviani. Secondo quanto riportato nel servizio televisivo, tutti fatti già noti alle cronache locali, circa novanta ettari di terreno, alcuni dei quali anche di proprietà del Comune, suddivisi in centinaia di particelle catastali riconducibili a circa duecento proprietari, sarebbero stati inseriti in un fascicolo aziendale utilizzato per le pratiche di accesso ai fondi agricoli dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA). Il tutto sulla base di autodichiarazioni o di presunti accordi verbali di comodato. Alcuni proprietari, al contrario, hanno dichiarato di non aver mai autorizzato l’utilizzo dei propri fondi e di non conoscere affatto l’imprenditore agricolo agnonese. Guardando il servizio delle Iene si ha la sensazione che ci si trovi davanti ad uno scoop giornalistico, ma in realtà non è così, perché appunto i cronisti di zona si occuparono della vicenda già negli anni scorsi. Le prime contestazioni risalgono infatti al 2022, quando alcuni proprietari segnalarono presunti utilizzi non autorizzati dei terreni, chiedendo alle autorità preposte accertamenti sia sulla disponibilità dei fondi sia sulla documentazione utilizzata per accedere ai contributi pubblici. Ed è proprio allora che si registrano le denunce e l’attività dei Carabinieri Forestali, quelli che il servizio delle Iene sembra aver dimenticato. Un ruolo significativo nella ricostruzione dei fatti è stato svolto dai Carabinieri Forestali della stazione di Villa Santa Maria, che, a seguito di distinte denunce e degli accertamenti effettuati, trasmisero alla Procura della Repubblica di Lanciano, competente per territorio, due comunicazioni di notizia di reato. Le segnalazioni riguardavano presunte condotte di occupazione e utilizzo di terreni altrui, nonché il taglio dell’erba in assenza di autorizzazione, con riferimento alle ipotesi di reato previste dagli articoli 624, 633, 637 e 646 del Codice penale. L’attività investigativa ha consentito di sottoporre i fatti segnalati all’attenzione dell’autorità giudiziaria, affinché fossero valutati nell’ambito delle rispettive competenze. Ci fu, inoltre, un esposto alla Procura di Isernia, proprio relativamente ai contributi Agea. Parallelamente, infatti, un esposto presentato l’11 luglio 2022 ha portato all’attenzione della Procura della Repubblica di Isernia ulteriori presunte irregolarità relative alla disponibilità dei terreni dichiarati nei fascicoli aziendali e al possibile conseguimento indebito di contributi agricoli Agea. Nell’atto sono state prospettate diverse ipotesi di reato, tra cui truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione, frode ai danni dell’Unione europea e falsità materiale e ideologica, con riferimento alla documentazione che sarebbe stata utilizzata per attestare la disponibilità dei terreni e accedere ai finanziamenti. L’esposto sollecitava inoltre la valutazione di eventuali misure cautelari, qualora ne ricorressero i presupposti di legge, per prevenire il possibile protrarsi delle condotte contestate, comprese quelle relative all’utilizzo dei fondi e al taglio dell’erba. Secondo quanto denunciato, sui terreni interessati opererebbe un noto imprenditore agricolo agnonese, ma vale la pena di ricordare che si tratta di circostanze e ipotesi, anche investigative, che dovranno essere verificate dagli organi competenti, sulla base degli elementi acquisiti e nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento giuridico. Ulteriori segnalazioni riguarderebbero la presenza, nella documentazione relativa ad alcune particelle catastali, di contratti di comodato gratuito che diversi proprietari affermano di non aver mai sottoscritto. Secondo quanto riferito dagli interessati, due terreni comunali sarebbero stati successivamente rimossi dal fascicolo aziendale a seguito delle contestazioni sollevate dall’ente. Resta da chiarire la situazione delle altre particelle e verificare la regolarità della documentazione utilizzata. Dopo la diffusione del servizio televisivo, i proprietari hanno rinnovato la richiesta ad Agea e agli enti competenti di effettuare controlli puntuali, verificare le registrazioni e procedere agli eventuali aggiornamenti degli archivi qualora emergessero irregolarità. La vicenda, rispolverata dalle Iene, ma di cui la stampa locale si è abbondantemente occupata, riporta al centro il tema della tutela della proprietà privata e della corretta erogazione dei contributi pubblici destinati all’agricoltura. Possibili abusi o “distrazioni” sono ancor più possibili nelle aree interne dove i terreni sono stati ereditati magari da decine di persone, spesso addirittura ignare o comunque disinteressate all’utilizzo del bene. Allo stato attuale le segnalazioni presentate nel 2022 hanno portato alla trasmissione di notizie di reato alla Procura di Lanciano e alla presentazione di un esposto alla Procura di Isernia. Intanto i proprietari chiedono risposte sulla disponibilità dei terreni, sulla validità dei documenti utilizzati e sugli eventuali contributi erogati. Spetterà agli enti amministrativi e all’autorità giudiziaria, ciascuno per le proprie competenze, completare le verifiche e accertare eventuali responsabilità anche di carattere penale.



























