Lo aveva già fatto intendere il presidente Saia, ora lo conferma anche il neo consigliere provinciale Paglione: la fase degli “inciuci” tra sinistra e destra, con Manolo Sacco per la precisione, è ormai alle spalle, perché è venuto meno quello che i giuristi chiamerebbero lo stato di necessità di puntellare una presidenza che altrimenti sarebbe stata traballante. L’anatra zoppa in Provincia è ormai alle spalle e dunque il destino di Sacco, fino ad oggi vice presidente facente funzioni e braccio destro di Saia, è ormai segnato, relegato all’opposizione appunto. Lo ha dichiarato a chiare lettere il sindaco di Capracotta e consigliere provinciale Candido Paglione. «Ho partecipato al Consiglio provinciale di insediamento, dopo le elezioni del 5 luglio che hanno consegnato al centrosinistra una maggioranza chiara: sei consiglieri provinciali su dieci – spiega l’esponente politico di sinistra -. Il voto degli amministratori ha definito un nuovo equilibrio politico e chi ha ricevuto la responsabilità di amministrare deve poterlo fare con chiarezza, senza più accordi dettati dalla necessità, ma da una visione politica condivisa».
In altre parole basta inciuci con la destra. «Si apre, dunque, una fase diversa, nella quale vengono meno le ragioni che, nella precedente consiliatura, avevano reso necessari assetti più ampi per garantire la governabilità. – precisa Paglione, facendo riferimento appunto alla questione dell’anatra zoppa, cioè una maggioranza in Consiglio politicamente diversa da quella della presidenza – Pur nel rispetto del contributo offerto dai consiglieri del centrodestra (chiaro il riferimento a Manolo Sacco, ndr) che hanno sostenuto il presidente Daniele Saia nella passata consiliatura, oggi è il tempo della chiarezza. La maggioranza che gli amministratori hanno scelto ha il dovere e la responsabilità di amministrare, nell’interesse esclusivo della provincia di Isernia e di tutte le sue comunità».
Una posizione chiara e affatto fraintendibile, che non lascia spazio a manovre di palazzo. E’ un messaggio indirizzato sia a Manolo Sacco, che pure è risultato il più votato, ma soprattutto al presidente in carica Daniele Saia. Quest’ultimo, tra l’altro, potrà utilizzare le varie deleghe da assegnare lì in Provincia anche per ricomporre qualche frizione che si è generata nella sua maggioranza in seno al Consiglio comunale di Agnone. Non è un mistero, infatti, che la ex assessore Amalia Gennarelli, declassata a semplice consigliere perché in Giunta le ha sfilato la poltrona Michela Cerbaso, non ha gradito troppo questa operazione dettata dalla segreteria del Pd. «Da questa esperienza – riprende Candido Paglione – può e deve partire anche la costruzione di un’alternativa credibile, seria e riconoscibile, fondata sulla buona amministrazione, sulla coerenza politica e sulla vicinanza ai territori. Da consigliere provinciale rieletto, metterò il massimo impegno, con spirito di servizio e senso delle istituzioni, – chiude – per rappresentare al meglio le esigenze di ogni comunità della nostra provincia».
Francesco Bottone

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