Sono 12 le nuove unità lavorative entrate in servizio negli ultimi giorni nell’Ambito territoriale sociale Medio Molise. Un risultato significativo, frutto dell’impegno congiunto delle amministrazioni comunali e del Comune capofila, Campobasso. Sei assistenti sociali, selezionate tramite il concorso indetto dal Comune di Campobasso, sono state assunte a tempo pieno e indeterminato per garantire il raggiungimento dei Leps – Livelli essenziali delle prestazioni sociali, che prevedono un rapporto di un’assistente sociale ogni 5.000 abitanti, assicurando così servizi uniformi e tutele omogenee per tutta la popolazione.
Parallelamente, nell’ambito del concorso ministeriale finanziato dal Programma Nazionale Inclusione 2021–2027, sono state assunte altre sei figure professionali con competenze amministrative, contabili, psicosociali ed educative, rafforzando in modo strutturale l’organizzazione dell’Ambito.
«L’ingresso di queste nuove professionalità – il commento della presidente del Comitato dei sindaci, Marialuisa Forte – rappresenta un investimento concreto nella qualità dei servizi sociali del nostro territorio. L’Ambito territoriale sociale Medio Molise, coordinato dalla dottoressa Eloisa Arcano, dimostra una solida capacità organizzativa e amministrativa, frutto di una collaborazione tra i 51 Comuni che lo compongono. Questo rafforzamento strutturale ci permette di essere più vicini ai cittadini, tutti, ma in particolare a quelli più fragili, che hanno diritto a servizi tempestivi, qualificati e omogenei. È un passo avanti importante verso il pieno raggiungimento dei Leps e verso un welfare locale più moderno, efficiente e inclusivo».
Di differenti vedute la consigliera regionale Stefania Passarelli che commenta così l’entusiasmo manifestato dalla sindaca Forte per il risultato raggiunto: «L’annuncio della sindaca sulle 12 nuove assunzioni a tempo indeterminato nell’Ats Medio Molise per rafforzare il welfare è certamente un’ottima notizia per i 51 Comuni dell’Ambito. C’è però un netto cortocircuito politico dietro i sorrisi e i comunicati di oggi – spiega -. La realtà dei fatti, al di là della propaganda, racconta un’altra storia.
Questo traguardo non è di certo un miracolo improvviso ma la conseguenza diretta del Piano sociale regionale vigente che ha tracciato e blindato la strada per la stabilità occupazionale e per il raggiungimento dei Leps.
E allora serve un’operazione verità contro la memoria corta della politica: il Comune di Campobasso ha promosso la battaglia giudiziaria davanti al Tar Molise per osteggiare e rallentare proprio questa riforma regionale, nel tentativo di difendere vecchie rendite di potere a discapito dello sviluppo dei servizi di prossimità.
Benvenute le nuove assunzioni, quindi, ma l’onestà intellettuale imporrebbe di ricordare chi ha tracciato normativamente questa strada e chi, invece, ha tentato di sbarrarla in tribunale fino all’ultimo giorno con più ricorsi.
Oggi – conclude Passarelli – Campobasso festeggia i frutti di una riforma che non voleva far nascere e che grazie al mio impegno, a quello del presidente Roberti e dell’intero Consiglio regionale ha portato i suoi frutti, come abbiamo sempre sostenuto.
Buon lavoro ai neo assunti, dopo lunghi anni di precariato e partite Iva».




























