«Nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della libera scelta del popolo italiano per la Repubblica, la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate assume un significato particolare. Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica si nutre dei valori della sua Costituzione, patrimonio di principi custodito affinché il rapporto con le generazioni
che si succedono nella vita del Paese sappia unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità, e le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi».
Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. In mattinata il Capo dello Stato ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria.
Un legame di fiducia che unisce Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di finanza. Celebrazioni anche a Campobasso, nel segno di un pensiero e un ricordo a coloro che sono caduti sacrificando la vita per l’Italia. Alla cerimonia autorità civili, militari e religiose, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, agli studenti, agli esponenti delle associazioni combattentistiche e d’arma insieme alla cittadinanza. Presenti il presidente della Regione Francesco Roberti, il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante, il prefetto Michela Lattarulo, il questore Domenico Farinacci, la sindaca di Campobasso Marialuisa Forte, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Varra e il presidente della Provincia Giuseppe Puchetti.
Le celebrazioni di quest’anno hanno assunto un significato particolare, a pochi giorni dalla tragica scomparsa di due militari italiani e due volontari della Croce Rossa impegnati nella missione EUFOR in Bosnia-Erzegovina. La cerimonia, inoltre, si è svolta due giorni dopo il ricordo di Alessandro Di Lisio, a diciassette anni dalla morte.
«Bisogna ringraziare tutti coloro che hanno dato la vita per la nostra democrazia – ha affermato il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante -. L’autonomia è stata guadagnata con il sacrifico e il sangue delle nostre forze armate e di tutti i servitori dello Stato. Non basta ringraziarli, dobbiamo considerare questa festa come un momento di grande emozione che ognuno di noi dovrebbe provare per le garanzie che le Forze Armate riescono a dare, soprattutto in un contesto instabile e particolare come quello attuale».
Il prefetto Michela Lattarulo ha voluto ricordare il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi, del tenente del corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana Franco Adriano Zecchillo e del sergente della Croce Rossa Italiana Laura Procacci, deceduti pochi giorni fa in Bosnia-Erzegovina. «Il primo messaggio che mi sento di esprimere è quello di gratitudine e riconoscenza rispetto a tutti coloro che si sono sacrificati per il Paese. Una vicenda che ha turbato e addolorato tutta la comunità nazionale. Il primo pensiero va a loro. Questa è una cerimonia che ci consente davvero di sentirci tutti uniti intorno ai valori che esprime l’unità d’Italia e quindi il nostro Paese».
«Onorare e ricordare i nostri caduti – il pensiero della sindaca di Campobasso Marialuisa Forte -. In questo contesto ha importanza ricordare i nostri caduti in guerra per dire che questo non deve più accadere. Siamo in un periodo molto difficile e complicato a livello internazionale, con guerre in atto anche vicine a noi. Ricordare chi è caduto per un mondo di pace lo trovo di un’importanza fondamentale, come ricordare anche l’unità nazionale contro tutte le spinte autonomistiche, come l’autonomia differenziata che penalizzerebbe i territori come il nostro».
In mattinata la prima cittadina di Campobasso, accompagnata dal presidente del Consiglio comunale Giovanni Varra, dal vicepresidente Domenico Esposito e dal consigliere delegato alla frazione Liberio Lopriore, ha deposto una corona di fiori al Monumento ai Caduti di Santo Stefano.
«C’è una memoria che vive nei luoghi, nei monumenti, nei gesti che si rinnovano nel tempo – il messaggio dell’amministrazione comunale -. Un omaggio a donne e uomini che, con sacrificio, coraggio e senso del dovere, hanno contribuito a costruire un Paese unito, libero e democratico. Il 4 Novembre, però, è oggi più che mai una responsabilità da raccogliere. Perché la pace non è solo assenza di conflitti. È dialogo, inclusione, giustizia sociale. Ricordare significa custodire questa eredità e consegnarla alle nuove generazioni».
























