La battaglia per l’aggregazione della Provincia di Isernia alla Regione Abruzzo segna un punto decisivo a favore dei cittadini. Con un provvedimento atteso da mesi, il Presidente della Repubblica ha accolto il ricorso straordinario presentato dal Comitato per l’aggregazione della Provincia di Isernia all’Abruzzo – presieduto da Antonio Libero Bucci -, annullando la nota del Segretario generale della Provincia che aveva dichiarato “improcedibile” l’iter referendario.
Tutto era iniziato a dicembre 2024, quando il Comitato aveva depositato una petizione formale sostenuta da 5.236 elettori. Il quesito proposto era chiaro: «Volete che la Provincia di Isernia sia staccata dalla Regione Molise e aggregata alla Regione Abruzzo?». Nonostante il massiccio sostegno popolare, la macchina amministrativa provinciale si era inceppata quasi subito.
Il 10 gennaio 2025, la Provincia aveva bloccato l’iniziativa, sostenendo che l’istanza fosse carente di una formale “proposta deliberativa”. In pratica, secondo l’amministrazione, i cittadini non avrebbero dovuto solo chiedere il referendum, ma avrebbero dovuto anche redigere tecnicamente l’atto che il Consiglio provinciale avrebbe dovuto discutere. Questa interpretazione aveva creato uno stallo istituzionale, nonostante persino l’Avvocatura della Provincia avesse suggerito di riattivare il procedimento per non violare i principi di partecipazione dei cittadini.
Chiamato a esprimersi, il Consiglio di Stato (Sezione Prima) ha smontato punto per punto le tesi della Provincia e del Ministero dell’Interno. I giudici hanno chiarito che non esiste alcuno specifico onere per i cittadini di farsi carico della redazione tecnica di una delibera. Secondo il parere, una volta presentata una richiesta chiara sostenuta dalle firme necessarie, spetta alla struttura burocratica dell’ente predisporre gli atti formali per sottoporli al vaglio politico del Consiglio.
Il Consiglio di Stato ha definito il diniego della Provincia viziato da «carenza di motivazione ed eccesso di potere», sottolineando che pretendere dai cittadini un atto tecnico significherebbe «negare in radice la stessa essenza delle forme di iniziativa di democrazia diretta».
Con l’annullamento dell’atto di diniego, la Provincia non potrà più ignorare la volontà dei 5.236 firmatari. L’istanza dovrà ora essere sottoposta al Presidente Saia e al Consiglio provinciale per l’avvio formale della procedura prevista dalla Costituzione. Soddisfatti i componenti del Comitato promotore – con Bucci in testa – che rilanciano sulla necessità di ascoltare la voce di quasi 6mila cittadini tramite la consultazione referendaria. Ma sul tema è già scontro ed Emilio Izzo si dice pronto alla battaglia, tanto che sta nascendo in queste ore il Comitato “Orgoglio pentro”, in difesa dell’autonomia.
Il tema di una “Isernia abruzzese” torna prepotentemente d’attualità, non più bloccato da cavilli burocratici, ma rimesso alla valutazione degli organi politici e, in ultima istanza, al voto dei cittadini.


























