Per quasi due anni è rimasto un giallo sospeso tra ipotesi e silenzi. Ora, sul caso della morte di Costanzo Amoruso, arriva una svolta giudiziaria netta: come reso noto direttamente dalla Procura di Isernia, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale pentro, nei confronti di un uomo del posto, ritenuto gravemente indiziato di omicidio volontario.
Si riavvolge così il nastro fino al 5 luglio 2024, quando nel quartiere San Lazzaro, in via Raffaello Sanzio, il corpo senza vita del 74enne venne rinvenuto all’interno della sua abitazione. A dare l’allarme furono alcuni vicini, insospettiti dalla porta socchiusa e dall’assenza di notizie dell’uomo. Quando gli agenti della Squadra Mobile e delle Volanti entrarono nell’appartamento, si trovarono di fronte a una scena che sin da subito lasciò spazio a più interpretazioni: Amoruso giaceva in una pozza di sangue, con una profonda ferita alla testa; la porta d’ingresso risultava danneggiata.
Le prime ore dell’indagine furono segnate dall’incertezza. La Procura aprì un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti, atto dovuto in casi simili, senza escludere tuttavia altre ipotesi, compresa quella di un malore. L’autopsia, eseguita dal medico legale Massimiliano Guerriero, confermò la presenza della grave lesione cranica, ma senza sciogliere immediatamente il nodo sulla sua origine.
Intanto, la ricostruzione dei movimenti dell’uomo nelle sue ultime ore di vita si delineava attraverso i rilievi sulla scena: tracce di sangue dall’ingresso fino agli ambienti interni dell’abitazione, segno di un possibile trascinamento o comunque di un tentativo di reagire alla ferita. Una dinamica compatibile, secondo le prime ipotesi investigative, con un evento traumatico avvenuto all’ingresso e seguito da diversi spostamenti all’interno della casa.
Nel corso dei mesi, le indagini si sono sviluppate senza clamore ma con continuità: ascolto di testimoni, tra cui vicini e familiari, accertamenti tecnici, analisi dei reperti raccolti dalla Polizia Scientifica. Nel marzo 2025 era già emersa la sensazione di una svolta imminente: il dissequestro dell’appartamento e il completamento degli accertamenti indicavano un quadro investigativo ormai definito, con l’attenzione degli inquirenti concentrata su una persona.
Oggi quella traiettoria trova un punto, almeno sul piano cautelare. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile e coordinato dalla Procura di Isernia, l’uomo arrestato – un isernino di 63 anni – avrebbe avuto con la vittima una discussione degenerata in uno scontro fisico per futili motivi. Durante la colluttazione, Amoruso sarebbe stato colpito alla testa.
Un elemento ritenuto significativo dagli investigatori riguarda le condizioni della vittima dopo l’aggressione: l’uomo, in stato di ebbrezza, si sarebbe poi coricato nonostante la ferita sanguinante, morendo durante la notte a causa della prolungata emorragia.
Tra i primi indizi raccolti, anche una conversazione avvenuta la mattina successiva al decesso tra l’indagato e un operatore della Squadra Mobile, interamente registrata. In quel frangente, l’uomo avrebbe riferito di aver bevuto molto e di non ricordare con precisione quanto accaduto, manifestando però il timore di poter essere coinvolto nei fatti.
A rafforzare il quadro indiziario hanno contribuito, oltre alle testimonianze e agli interrogatori, anche gli accertamenti tecnici: in particolare, il rinvenimento di tracce di sangue riconducibili alla vittima su una ciabatta dell’indagato, elemento considerato “dirimente” dagli inquirenti.
L’uomo è stato quindi trasferito nella casa circondariale di Isernia. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: come previsto dalla legge, l’indagato potrà far valere le proprie ragioni difensive davanti all’autorità giudiziaria.
Si chiude così – almeno sul piano investigativo – una vicenda che per mesi ha lasciato spazio a interrogativi e ricostruzioni incerte, restituendo una possibile verità giudiziaria a un episodio che aveva profondamente colpito la comunità di Isernia e in particolare il quartiere di San Lazzaro.





























