Una notte drammatica, di quelle che segnano profondamente una comunità. Le fiamme che nelle prime ore di ieri, mercoledì 17 giugno, hanno avvolto il plesso scolastico di Corso De Gasperi hanno lasciato dietro di sé una struttura gravemente danneggiata, un paese sotto shock e molti interrogativi ancora senza risposta. Tra questi, il più inquietante riguarda l’origine del rogo: un’ipotesi che la sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto, non esclude affatto. «Quello che è accaduto, in questo momento, lo possiamo solo presupporre e io lo dico, assumendomene la responsabilità: credo che sia stato un incendio doloso», afferma la prima cittadina, intervenuta sul posto fin dalle primissime fasi dell’emergenza. Le fiamme sono divampate intorno alle 2 del mattino all’interno dell’edificio che ospita il micronido, la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. In pochi minuti il fuoco ha interessato gran parte della struttura, sviluppandosi soprattutto nella copertura in legno e generando un vasto fronte di incendio visibile anche da diverse zone del centro abitato. L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono confluite quattro squadre dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Campobasso, provenienti dalla sede centrale e dai distaccamenti di Termoli e Santa Croce di Magliano. Complessivamente sono stati impiegati tredici operatori, due autopompe serbatoio, un’autobotte e un’autoscala. Per contenere il rogo e impedire che si propagasse agli edifici vicini è stato necessario utilizzare anche schiuma antincendio. La sindaca racconta di aver raggiunto la scuola quasi subito dopo la segnalazione. «Sono stata sul luogo dalle prime ore, quasi immediatamente. Quando sono arrivata c’erano già i Vigili del Fuoco. Voglio sottolineare che il loro intervento è stato eccellente e impeccabile. Se non sono arrivati nell’immediatezza è stato per questioni che non dipendono certamente dal loro servizio». Tra i primi ad accorgersi dell’incendio c’è stato anche il sindaco di Provvidenti, responsabile della sicurezza dei plessi scolastici, allertato dai familiari che abitano nell’edificio adiacente alla scuola. Una circostanza che ha consentito di attivare rapidamente la macchina dei soccorsi. Per ore i pompieri hanno lavorato senza sosta per domare le fiamme, mettere in sicurezza l’area ed evitare il riaccendersi di nuovi focolai. Al termine delle operazioni il quadro appariva pesantissimo: il tetto gravemente compromesso, numerosi locali danneggiati dal fuoco, dal fumo e dall’acqua utilizzata per lo spegnimento. Nel frattempo, sono iniziati gli accertamenti dei Carabinieri della Compagnia di Larino, chiamati a ricostruire con precisione quanto accaduto e a verificare tutte le ipotesi investigative. Nessuna pista viene esclusa, ma le parole della sindaca evidenziano come il sospetto del dolo sia oggi una delle possibilità al vaglio. L’emergenza riguarda ora soprattutto il futuro dei bambini e delle famiglie che utilizzano quotidianamente il plesso scolastico. Con un’ordinanza urgente il Comune ha disposto l’immediata sospensione delle attività per i più piccoli. «Il plesso ospita il micronido, la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. Oggi ho dovuto interrompere immediatamente le lezioni della scuola dell’infanzia e il servizio del micronido, mentre la primaria aveva già concluso le attività da qualche giorno», spiega Lallitto. La domanda che tutti si pongono è inevitabile: dove andranno adesso i bambini?
«Dobbiamo organizzarci per il futuro. Lo sappiamo bene e non andremo certo in ferie. I bambini e gli studenti sono sempre stati una priorità per Casacalenda e continueranno ad esserlo anche adesso». Parole che raccontano la volontà dell’amministrazione di reagire subito a una delle emergenze più gravi degli ultimi anni. Una vicenda che arriva dopo un periodo già particolarmente complesso per il paese. «In questi anni di mandato non ci siamo fatti mancare niente», osserva la sindaca. «Abbiamo attraversato il Covid insieme, ho vissuto la perdita di importanti consiglieri comunali, è crollata una palestra. Eppure, abbiamo realizzato anche tante cose positive». È proprio da lì che, secondo la prima cittadina, bisogna ripartire. «A questo punto dobbiamo ripartire dalle cose positive, perché siamo una comunità forte e dobbiamo andare avanti. Siamo un presidio importantissimo per il territorio, non soltanto per Casacalenda ma anche per i comuni limitrofi. La nostra scuola è sempre stata un punto di riferimento e continuerà ad esserlo». Un messaggio di fiducia e resilienza rivolto a una comunità che si è risvegliata davanti a uno scenario sconfortante. Nel corso della mattinata numerosi cittadini hanno raggiunto la zona dell’incendio per rendersi conto di persona dell’accaduto. Tra incredulità e amarezza, il sentimento prevalente è stato quello di vedere colpito uno dei luoghi simbolo della vita del paese. La scuola rappresenta infatti molto più di un edificio pubblico. È uno spazio di crescita, di socialità, di formazione delle nuove generazioni e un servizio essenziale per l’intero comprensorio. Per questo motivo il danno provocato dall’incendio assume una dimensione che va oltre l’aspetto materiale. Le prossime ore saranno decisive per comprendere l’entità effettiva delle conseguenze strutturali e per definire le soluzioni logistiche che consentiranno di garantire la continuità dei servizi educativi. Parallelamente proseguiranno le indagini per individuare con certezza le cause del rogo. Casacalenda, intanto, si stringe attorno alla sua scuola ferita. E mentre tra le macerie si cercano risposte, l’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è già chiaro: ricostruire, ripartire e non lasciare soli bambini e famiglie davanti a una delle pagine più difficili della storia recente della comunità.

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