Slitta intanto, seppur di qualche giorno, il deposito in Procura della relazione autoptica sugli accertamenti irripetibili eseguiti tra Campobasso e Bari dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca, medico legale incaricata di fare piena luce sul giallo di Pietracatella.
La consegna del documento, inizialmente attesa nella giornata di ieri, è stata rinviata di alcuni giorni per le ultime formalità e per consentire a tutti i consulenti del collegio peritale di apporre la propria firma alla relazione tecnico-scientifica. Al team, infatti, hanno recentemente preso parte anche il professor Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni dell’Istituto Maugeri di Pavia e il chimico forense Daniele Merli.
Nel frattempo, dalle prime indiscrezioni trapelate emerge un elemento destinato a rafforzare il quadro investigativo: gli esami autoptici avrebbero confermato la presenza di ricina nei corpi delle due vittime, Antonella e Sara.
Resta ancora senza risposta, però, il quesito più importante: in che modo il veleno sia stato assunto.
In assenza del documento, al momento non è ancora possibile stabilire se la ricina sia stata ingerita attraverso liquidi, alimenti solidi o con altre modalità.
L’attenzione è ora rivolta al deposito ufficiale della relazione, che potrebbe chiarire anche un altro aspetto cruciale dell’inchiesta: il momento in cui il veleno sarebbe stato assunto, elemento fondamentale per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.





























