L’inchiesta sul duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia 15enne Sara Di Vita prosegue senza soste su entrambi i fronti investigativi. Da un lato il procedimento per omicidio colposo che vede indagati cinque sanitari – tre medici del Pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso e due della continuità assistenziale; dall’altro il fascicolo, aperto contro ignoti, per duplice omicidio volontario premeditato aggravato dall’uso del mezzo venefico, reato punito con l’ergastolo.
Sul primo versante emerge una novità processuale. La Procura di Larino ha infatti deciso di rinviare, almeno per il momento, l’audizione spontanea richiesta da uno dei medici indagati. A renderlo noto sono gli avvocati Pietro Terminiello e Graziella De Rio, difensori del sanitario, ai quali la procuratrice Elvira Antonelli ha comunicato che «l’acquisizione delle spontanee dichiarazioni dell’indagato» è rinviata «a data da fissare», ritenendo che, «in attesa dell’esito della consulenza tecnica in corso, non sia opportuno procedere all’atto istruttorio».
Una scelta che lascia profondamente perplesso l’avvocato Terminiello: «Siamo rimasti amareggiati – afferma -. Non comprendiamo quale sia l’elemento ostativo. Le dichiarazioni spontanee del nostro assistito avrebbero potuto offrire un contributo utile alle indagini, aggiungendo un ulteriore tassello alla ricostruzione dei fatti. Sarebbe stato ancora più importante ascoltarlo dopo che il procedimento ha spostato il proprio focus dall’ipotesi di omicidio colposo a quella di duplice omicidio premeditato. Del resto, sarebbe stato opportuno sentire anche i medici già nella fase iniziale dell’inchiesta».
Il legale torna pure sulle ore del ricovero delle due vittime, sostenendo che l’ipotesi di un avvelenamento fosse stata presa in considerazione dai sanitari. «Fu contattato il Centro Antiveleni del Cardarelli di Napoli – spiega -. Da lì fu chiesto di indicare la sostanza con cui le pazienti potevano essere entrate in contatto. Non essendo possibile identificarla, venne risposto che non era possibile fornire un supporto specifico. Ma come si sarebbe potuto individuare il tipo di veleno se, come accade nella maggior parte degli ospedali italiani, non esistono strumentazioni in grado di rilevare sostanze di questo tipo?».
Terminiello richiama infine le conclusioni della consulenza tecnica disposta dalla Procura. «Che quell’avvelenamento fosse ormai irreversibile è scritto nero su bianco nella perizia – sostiene -. Colpisce che l’attenzione delle parti lese, per voce del loro legale, continui a concentrarsi sulle presunte responsabilità dei medici anziché sull’individuazione dell’autore del delitto. È come se, di una persona spinta nel vuoto, si giudicasse la presa di chi ha tentato di trattenerla invece di identificare chi l’ha fatta precipitare».
Mentre sul fronte dell’omicidio colposo si registra il confronto, sinora inedito, tra Procura e difesa, il secondo filone dell’indagine continua a svilupparsi parallelamente. Gli specialisti del Robert Koch Institut di Berlino hanno avviato l’analisi dei 131 campioni raccolti durante il sopralluogo del 30 luglio nell’abitazione di via Risorgimento. Tamponi, patch e “trappole chimiche” saranno esaminati insieme ai circa 70 reperti alimentari già sequestrati all’indomani dei decessi, nel tentativo di individuare eventuali tracce di ricina e ricostruire le modalità della contaminazione. Gli esiti non sono attesi nell’immediato e la Procura continua a invitare alla prudenza.
Parallelamente prosegue anche il lavoro della Squadra Mobile di Campobasso, diretta da Marco Graziano. Dopo oltre sette mesi di indagini e più di duecento persone ascoltate, gli investigatori hanno ripreso in queste ore le audizioni, proseguendo quell’attività di verifica delle testimonianze che accompagna gli accertamenti tecnico-scientifici.
La strategia della Procura resta dunque invariata: da un lato attendere il riscontro scientifico proveniente dalla Germania, dall’altro continuare a consolidare il quadro investigativo attraverso le attività tradizionali. Due percorsi destinati a incrociarsi quando gli accertamenti di laboratorio saranno conclusi e consentiranno di verificare, confermare o escludere definitivamente l’ipotesi investigativa costruita negli ultimi mesi.
Se_La – Lu_Co





























