Fra accuse e contrattacchi, resta la sanità il tema del momento nel dibattito politico molisano. Il governatore Roberti ha ribattuto già lunedì alle critiche del Pd ma ieri ha ulteriormente precisato: nessun doppio gioco sul Programma operativo.
Le narrazioni che rappresentano la Regione Molise come un Giano bifronte, «che prima avrebbe “approvato” o “benedetto” il Pos e oggi si troverebbe a contestarlo rappresentano una lettura distorta dei fatti e delle procedure previste dall’attuale assetto commissariale. Il Programma operativo sanitario è stato adottato dai commissari ad acta nell’ambito di un percorso disciplinato da norme precise. Gli adempimenti tecnici e amministrativi svolti dalla struttura regionale (la Direzione generale Salute, ndr) non possono essere impropriamente trasformati in un’assunzione di responsabilità politica o in una condivisione automatica di tutte le scelte contenute nel documento, che deve rispettare i vincoli posti dal Decreto Balduzzi, in vigore da quando al Governo nazionale e regionale c’era il centrosinistra a trazione Pd».
Altro elemento importante: «Eventuali impugnative riguardano specifiche parti del Piano, in particolare quelle ritenute penalizzanti per il territorio molisano, come la riorganizzazione di alcuni servizi strategici. Ciò non significa mettere in discussione l’intero Programma né compromettere gli effetti complessivi dello stesso. L’eventuale contestazione di singole misure non determina infatti la cancellazione del Pos nel suo complesso, che continuerà a produrre i propri effetti nella restante parte, compresi gli aspetti legati alle risorse che arriveranno dal Governo (i 90 milioni, di cui 18 in anticipazione, ottenuti grazie all’emendamento inserito nel Decreto Fiscale approvato al Senato della Repubblica e in approvazione alla Camera dei Deputati) e ai programmi previsti. Sostenere dunque l’esistenza di un presunto “doppio gioco” – ha sottolineato il presidente – o di una contraddizione politica significa ignorare volutamente il funzionamento degli strumenti amministrativi e istituzionali e alimentare una polemica che nulla ha a che vedere con l’interesse dei cittadini. Come ho già ribadito, la priorità resta una sola: difendere i servizi sanitari essenziali, garantire il diritto alla salute dei molisani e far valere, in tutte le sedi istituzionali, le peculiarità di un territorio che non può essere trattato con criteri standard validi indistintamente per realtà profondamente diverse».
Del resto, quando era sindaco di Termoli non esitò a impugnare la sospensione del Punto nascita. A dicembre 2021, la sentenza del Consiglio di Stato che accolse il ricorso, stabilendo che il reparto dovesse rimanere operativo. «Su questi temi servono responsabilità, serietà e verità, non ricostruzioni strumentali», ha concluso.

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