Si contano sulle dita di due mani gli idonei alla carica di direttore sanitario dell’Asrem. Le indiscrezioni sono trapelate in maniera più insistente negli ultimi giorni perché si avvicina il termine dell’incarico di Giovanni Giorgetta.
L’attuale direttore sanitario, che guida anche il distretto di Termoli, sta per tagliare un traguardo anagrafico importante, 70 anni, che per i ruoli manageriali della sanità dirimente. Dal 1 giugno non potrà quindi proseguire nel ruolo che il dg Giovanni Di Santo gli ha affidato a inizio dicembre scorso, dopo le dimissioni dell’allora ds Bruno Carabellese. Un incarico che, era quindi chiaro da allora, è nato come “ponte” verso soluzioni più durature (e che Giorgetta, va detto, ha svolto con impegno e dedizione pieni) che però potrebbero ancora non essere arrivate a maturazione. Ma tant’è. Adesso, a meno di soluzioni diverse che dovessero emergere nelle prossime ore, è Giorgetta che bisogna sostituire.
Nelle scorse settimane, la giunta regionale presieduta da Francesco Roberti ha avviato la procedura per stilare l’elenco degli idonei che, una volta approvato, costituirà una rosa a cui il dg potrà fare riferimento per scegliere. È anche possibile che si preferisca una strada interna, come è avvenuto per Giorgetta. Ma intanto l’esito dell’avviso sarà a disposizione di Di Santo.
Sarebbero dunque meno di dieci gli idonei. Alcuni professionisti sono di fuori regione. Mentre figurerebbero in elenco, stando alle indiscrezioni circolate, la direttrice medica di presidio del Cardarelli Giovanna Sticca, la primaria del reparto di Cardiologia dell’ospedale regionale Angela Rita Colavita, l’otorino termolese Ennio De Felice (responsabile di Otorinolaringoiatria a Villa Maria e consulente del Neuromed), Angelo Marcheggiani (attualmente assessore comunale a Campobasso, ginecologo Asrem e responsabile aziendale degli screening) e l’attuale direttore della Medicina interna del San Timoteo Nicola Rocchia.
Il totonomi indica come favorito proprio Rocchia. A Termoli è stato per anni primario del Pronto soccorso, apprezzato professionalmente in maniera bipartisan, nemmeno l’esperienza elettorale con la Lega alle regionali lo ha reso “divisivo”. Tanto più che nel frattempo aveva vinto il concorso per la direzione del Ps del Cardarelli dove pure ha lasciato un buon ricordo prima di tornare nella sua città e nel suo ospedale per guidare la Medicina. Vicino al presidente Roberti, la previsione su di lui viene quindi facile. Ma naturalmente nella scelta che Di Santo si trova a dover compiere entrano in gioco tante altre variabili. Tutti i nomi tirati in ballo vantano un curriculum di tutto rispetto e l’idoneità al ruolo, da considerare ci sono anche le legittime ambizioni personali di ognuno e il quadro complessivo. La direzione strategica è infatti ai suoi ultimi mesi di mandato e la valutazione sul nome del nuovo direttore sanitario di via Petrella si intreccia inevitabilmente con le intenzioni del governatore sul futuro di Giovanni Di Santo, da lui nominato a settembre del 2023. Il loro rapporto è stato sempre di stima e fiducia reciproca, nessuno screzio e nessun contrasto in questi tre anni. Il dg potrebbe quindi ottenere un allungamento di due anni del contratto oppure partecipare in pole position a una eventuale nuova selezione che la Regione decidesse di bandire. Al momento non trapelano indicazioni concrete, se non l’eco della presenza del dg beneventano in elenchi di idonei a ruoli manageriali in Campania (che è abbastanza fisiologico nell’ambiente dei direttori della sanità), come il vertice del Ruggi d’Aragona a Salerno che il neo presidente Roberti Fico è chiamato a nominare. «Ho sposato la causa del Molise», si è schermito di recente il diretto interessato con chi gli ha chiesto di Salerno.
r.i.

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