«L’assegnazione delle deleghe è una prerogativa del presidente e su questo non faccio intervenire nessuno». Francesco Roberti ha ufficializzato ieri mattina il compimento del primo atto del rimpasto di metà mandato del suo esecutivo. Armandino D’Egidio è neo assessore e conserva le deleghe che finora ha gestito da consigliere: Sport, Semplificazione amministrativa, Agenda Digitale. Anche Michele Iorio, a cui con lo stesso decreto pubblicato ieri mattina il governatore ha revocato il mandato di componente della giunta, continuerà a occuparsi, da consigliere delegato, di Coordinamento dei fondi europei, Pnrr e Rapporti con i Ministeri affiancanti per il piano di rientro della sanità. Perché sulla staffetta Roberti ha dato corso alle indicazioni di Fratelli d’Italia ma chi si occupa di cosa lo decide il capo dell’esecutivo.
Entrambi, D’Egidio e Iorio, erano presenti alla conferenza stampa sulla linea stadi, misura che unisce le competenze di entrambi.
Domani (o forse dopo domani, ndr), ha proseguito Roberti, sarà completato il quadro con la nomina di Roberto Di Baggio al posto di Andrea Di Lucente per Forza Italia. Non ha anticipato se sarà seguito lo stesso schema: l’attuale consigliere delegato assessore a Formazione, Istruzione e Ambiente e Di Lucente che continuerà a occuparsi per conto del presidente di Attività produttive ed Energia. Ha solo precisato che la presentazione di Di Baggio assessore avverrà in occasione di una conferenza stampa su investimenti messi in campo per la Formazione professionale.
Quanto a Gianluca Cefaratti, rimane in squadra come titolare di Bilancio e Politiche del lavoro. Le sue dimissioni da Palazzo D’Aimmo per far entrare il primo dei non eletti del Molise che vogliamo, Raimondo Fabrizio, sono una questione interna al movimento civico che fa capo all’eurodeputato Aldo Patriciello. Sarà il movimento a dover sbrogliare la matassa.
Nessun azzeramento di giunta, dunque, solo avvicendamenti «così possiamo andare avanti spediti, come stiamo facendo, per l’utilizzo dei fondi che stiamo mettendo in campo».
La partita vera, ha concluso Roberti (riaprendo la sfida con i commissari senza mai nominarli) è quella che si gioca sulla sanità. «Non può essere concesso alcun tempo supplementare. O si decide a livello nazionale di modificare la situazione o altrimenti, si è dimostrato con i recenti ricorsi, andiamo semplicemente a inasprire gli animi tra gli amministratori, tra i cittadini che vogliono una sanità che funzioni. Noi – ha rivendicato – abbiamo portato avanti un lavoro capillare con l’Asrem per sbloccare 21 milioni, sono stato io personalmente dal ministro Schillaci l’altra settimana e c’era anche il senatore Lotito. In Senato abbiamo Schillaci il quale non sapeva che da un anno avevamo fatto richiesta di sbloccare i fondi dell’articolo 20 (dell’accordo sottoscritto col ministro hanno dato notizia Bonamico e Di Giacomo qualche giorno fa, ndr). Questo dà la dimostrazione che se si avvia qualcosa, poi deve essere seguita precisa e puntuale. Non può essere che il ministro non sappia che noi, come Regione Molise, attendevamo questi fondi da un anno per ammodernare attrezzature ma anche i letti, perché in alcuni ospedali ve ne sono di fatiscenti. Questo la dice lunga – ha concluso – sull’operato di ognuno in campo sanitario». ritai





























