Tra le Regioni che hanno varato le misure per vietare il lavoro sotto il sole nelle ore più calde dell’estate c’è anche il Molise.
In base all’ordinanza firmata dal presidente Francesco Roberti, fino al prossimo 15 settembre sarà vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle 12.30 alle 16, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo, florovivaistico e nei cantieri edili ed affini, nei soli giorni in cui la mappa del rischio riferita ai “lavoratori esposti al sole”, con “attività fisica intensa”, segnali un livello di rischio alto. La mancata osservanza di questi obblighi comporterà sanzioni.
Già da qualche anno, per far fronte a estati sempre più torride, alcune Regioni mettono in campo questo genere di provvedimenti per tutelare i lavoratori. L’intensificazione delle ondate di calore registrate ha reso rischioso lavorare durante la stagione estiva, soprattutto per quanto riguarda le attività che si svolgono all’aperto o in ambienti non climatizzati.
Le ordinanze hanno l’obiettivo di limitare l’esposizione allo stress termico dovuto alle temperature estreme. Hanno provveduto per l’estate 2026 tra le altre Amministrazioni, e oltre al Molise, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Puglia.
I divieti scattano solo in presenza di un rischio classificato come “alto” dal portale Worklimate e valgono per i lavori che prevedono uno sforzo fisico elevato ed esposizione solare. I provvedimenti adottati dalle varie Regioni sono simili tra loro: si estendono fino alla fine di agosto o fino a metà settembre e riguardano prevalentemente i lavoratori attivi nei cantieri edili, nel settore agricolo e florovivaistico, nelle cave e nella logistica (in quest’ultimo caso per esempio i rider).

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