Dare un contributo al Molise in un momento critico, per una serie di emergenze e per l’annosa, ancora non risolta, vertenza della sanità. Queste le prime dichiarazioni di Raimondo Fabrizio, che ieri ha fatto il suo ingresso ufficiale a Palazzo D’Aimmo.
Primo dei non eletti della lista “Il Molise che vogliamo” alle elezioni del 2023, subentra all’assessore Gianluca Cefaratti che si è dimesso dall’Assemblea legislativa.
In particolare, la tutela della salute sarà uno dei temi del suo mandato. «Lo sanno tutti come la penso, sono sempre trasparente. Sono stato fra i promotori del ricorso al Tar, lo ha ricordato il sindaco di Isernia (contro il Programma operativo, ndr). Su questo argomento non c’è colore politico che tenga».
Pur “decimata” dalle assenze, in Aula c’erano solo Gravina e Primiani (5s), l’opposizione si è fatta sentire. Criticando il rimpasto, le deleghe “pesanti” (come le Attività produttive lasciate a Di Lucente) in mano a consiglieri e non ad assessori, un assessore esterno (Cefaratti). E poi la sanità, con la delibera che chiede al commissario di rivedere il piano operativo. Roberti aveva annunciato un ricorso e invece, questa la critica delle minoranze.
La replica del governatore, altrettanto diretta. «Gravina, lei quando è stato sindaco ha cambiato più persone in giunta. E aveva l’assessore esterno al Bilancio, ricorda? E poi Frattura, quando è stato presidente della Regione aveva in giunta due assessori esterni e cinque consiglieri delegati». Rimandate le critiche sugli assetti indietro, nel campo largo da cui gli erano state mosse, la risposta sul mancato ricorso contro il Programma operativo dei commissari Bonamico e Di Giacomo.
La Regione non può impugnare il piano, sarebbe un ricorso invalidabile (la struttura commissariale è la Regione quando approva gli atti di programmazione sanitaria). Ma in virtù della delibera, che esprime perplessità sul documento aderendo alle critiche mosse da enti locali che lo hanno impugnato e invitando a evitare conflitti d’interesse con la Regione stessa, impedisce all’Avvocatura dello Stato di costituirsi contro i ricorsi per conto di Palazzo Vitale. «Inoltre, io personalmente, come cittadino, ho contribuito all’impugnativa dell’associazione Cuore molisano di cui faccio parte».
Non solo critiche dai pentastellati. Primiani gli ha dato atto di non essere stato fra il pubblico del concerto di Gigi D’Alessio al Neuromed della famiglia Patriciello (dal punto di vista dell’esponente di opposizione, un merito). «Non ero al concerto di Gigi D’Alessio perché non sono un suo fan. Fosse stato un concerto di Vasco Rossi, sarei stato in prima fila», così Roberti ha evitato incidenti diplomatici in maggioranza. Chissà adesso Gigi però come la prenderà…
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