Carmine Lauriello è il nuovo direttore sanitario dell’Asrem. Manager sanitario attualmente a capo delle Cure domiciliari dell’Asl di Caserta (oltre 900mila assistiti e un territorio eterogeneo dal punto di vista orografico), è stato scelto dal dg Giovanni Di Santo dall’elenco degli idonei della Campania (pur essendocene uno valido del Molise) perché il suo profilo, è motivato in delibera, è stato ritenuto più coerente con le esigenze strategiche dell’azienda di via Petrella.
Neanche il tempo di pubblicare il provvedimento all’albo che si è scatenata la bagarre.
Le opposizioni di Palazzo D’Aimmo chiamano in causa il governatore Roberti. Lo ha fatto per primo, e direttamente, il capogruppo di Costruire democrazia Massimo Romano con una interpellanza. Nel mirino di Romano c’è proprio la scelta di attingere dagli elenchi degli idonei della Campania anziché dall’elenco della Regione Molise. «La motivazione della decisione di ‘scavalcare’ gli idonei molisani – ha evidenziato – è spiegata in base ad una non meglio precisata “valutazione comparativa”, che però non è minimamente spiegato chi abbia effettuato, sulla base di quali criteri, e soprattutto con quali documenti, considerato che non risulta allegato nessun curriculum e quello del prescelto sarebbe stato trasmesso soltanto 48 ore prima della nomina. Profili, questi – ha sottolineato il consigliere – sintomatici di una decisione pubblica che rischia di risultare gravemente ambigua, assolutamente non trasparente e probabilmente discriminatoria per i professionisti molisani inseriti nell’elenco regionale, che merita di essere approfondita adeguatamente per evitare che ancora una volta ci si trovi di fronte a scelte discutibili e dalla paternità incerta».
Anche l’esponente del Pd Vittorino Facciolla, vicepresidente del Consiglio per la minoranza, ha acceso i riflettori sul concetto di “paternità” della scelta. Ha contestato anche lui l’opzione extraregionale quando c’è un elenco degli idonei nostrano, ha chiesto chi abbia effettuato la valutazione comparativa e secondo quali criteri. E, ancora, «è noto che per attingere a elenchi di fuori regione devono essersi create delle condizioni, ad esempio devono essere già esauriti gli elenchi regionali, oppure nessuno dei candidati idonei accetta l’incarico o nessuno dei profili dell’elenco regionale risponde ai requisiti. È avvenuto questo in Molise?», ha sollecitato.
Quindi il retro pensiero. «A noi risulta che l’elenco campano sia stato magicamente inviato in Molise solo due giorni prima della nomina di Carmine Lauriello. Ancora una volta la Asrem agisce in modo torbido e l’arrivo contemporaneo di Carmine Lauriello e Gigi D’Alessio dimostra la sindrome di Stoccolma che il Molise ha nei confronti della Campania, ovvero che Lauriello sia giunto in Molise insieme alla band di D’Alessio, forse in un pacchetto all inclusive».
Infine, consigliere 5s Roberto Gravina. Pure lui ha adombrato, anzi denunciato, operazioni politiche dietro la soluzione della vacatio a via Petrella (il ds mancava dal pensionamento di Giorgetta).
La nomina, ha accusato, è «avvenuta in un battibaleno, ci chiediamo anche se è avvenuta sulla base dell’indicazione di qualcuno», con buona pace «di coloro che in trasparenza avevano partecipato all’elenco degli idonei» e «mortificando le professionalità già presenti in regione». Per Gravina, «l’ennesima nomina politica» che sembra essere «quasi pilotata magari per ottenere qualcos’altro politicamente in cambio, tipo la candidatura alle elezioni al Senato da parte del presidente della Regione. Altrimenti – ha concluso – ulteriori ragioni non ce ne sono». ppm





























