Un atto «eminentemente politico», che però punta anche a evitare l’insorgenza di conflitti di interesse con la Regione in ogni sede compresa quella giurisdizionale.
La giunta di Palazzo Vitale, all’unanimità , ha approvato con delibera un atto di indirizzo sul Programma operativo della sanità 2025-2028 con cui chiede al commissario di rivedere il piano e la sua esecuzione. Piano bersagliato di ricorsi e già sospeso in diversi punti dal Tar che ha accolto le istanze cautelari di numerosi Comuni capeggiati da Agnone e da Villa Maria. L’opposizione giudiziaria al provvedimento potrebbe allargarsi. D’altro canto, il governatore Francesco Roberti non ha mai nascosto l’intenzione di impugnarlo per le previsioni che «ledono il diritto alla salute dei molisani».
Il Programma operativo, si legge nelle premesse della delibera di cui è stato relatore all’esecutivo lo stesso presidente, «contiene diversi elementi di criticità circa la concreta capacità del provvedimento di assicurare le prestazioni sanitarie ai cittadini della Regione Molise, a partire dagli stessi Livelli essenziali di assistenza (…) a causa di un’istruttoria che appare non coerente con i dati socio-economico-sanitari regionali, con le reali esigenze degli assistiti, con le prescrizioni programmatorie statali regionali e con il quadro dei risultati d’esercizio del Servizio Sanitario Nazionale nel periodo 2015-2025».
La Regione, prosegue la delibera, ha rappresentato «invano» la situazione al commissario Bonamico, insieme alla preoccupazione espressa da molte amministrazioni comunali e associazioni di categoria. In particolare, rispetto ai punti più controversi, alcuni oggetto di ricorsi già presentati o in via di deposito: la disattivazione del Punto nascita a Isernia e dell’Emodinamica a Termoli, alla contrazione delle prestazioni di Emodinamica del Responsible, alla riconversione del Caracciolo di Agnone in ospedale di comunità , all’orientamento dei flussi di emergenza verso la Puglia che non tiene conto dei tempi di percorrenza, dei volumi di attività delle strutture e della qualità degli esiti e, in ultimo, rispetto alla mancata considerazione dell’ingente investimento della Regione in termini di reclutamento e stabilizzazione di personale medico e infermieristico e di risorse umane in generale e di risorse strumentali tecnologiche ed elettromedicali.
Inoltre, il Tribunale amministrativo ha pronunciato un decreto di sospensione del Programma operativo accogliendo la richiesta del Comune di Agnone e altri 33 centri e a breve si apriranno ulteriori procedimenti giudiziari (Comune di Termoli e altri contro la chiusura dell’Emodinamica del San Timoteo, Comune e Provincia di Isernia, oltre a Venafro e Sesto Campano per il Punto nascita del Veneziale).
Tenendo conto di tutto questo, l’esecutivo di via Genova ha formalizzato l’atto «eminentemente di indirizzo politico che, nel contempo, possa costituire nuova sollecitazione al commissario, anche in considerazione del richiamato contenzioso ormai avviato da buona parte dei Comuni, a rivedere il programma e la sua esecuzione, in quanto la denunciata carenza istruttoria ne minaccia l’eseguibilità in pregiudizio della stessa programmazione e a presidio della tutela della salute della comunità molisana, dei cui interessi la Regione Molise è rappresentante istituzionale».
Nel dispositivo, la giunta manifesta «sotto il profilo dell’indirizzo politico-amministrativo, la propria perplessità sul P.O.S.2026-2028 e sugli atti successivi e connessi e l’esigenza e l’opportunità che il commissario alla sanità riveda il programma e la sua esecuzione, preso atto dei vari ricorsi proposti (….) espressione di diffusa contrarietà di cittadini e enti locali molisani sulla base della censurata carenza istruttoria degli atti programmatori, nonché dei sopravvenuti provvedimenti cautelari negativi in sede giurisdizionale». La delibera è trasmessa al commissario Marco Bonamico, alla direzione generale della Salute guidata da Lolita Gallo, all’Avvocatura dello Stato, «a ciascuno affinché ne prenda atto anche al fine di evitare l’insorgere di conflitti di interesse con la Regione in ogni sede, in particolare quella giurisdizionale». ritai





























